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  • Hamburger di ceci

    Hamburger di ceci

    Volete limitare il consumo di carne, ma senza rivolgervi a prodotti industriali di dubbia qualità o a ingredienti estranei alla nostra cucina?
    Potete prepararvi da soli i burger di ceci (sarebbe meglio chiamarli così per distinguerli da quelli senza carne).
    Questi, contenendo l’uovo, non sono adatti ai vegani, ma solo ai vegetariani. Vanno bene però anche a chi ha problemi di colesterolo alto. I celiaci possono sostituire il pangrattato con un ingrediente analogo, tollerato, senza grandi difficoltà.

    Ingredienti per 6 hamburger:
     400 gr di ceci lessi
     1 cucchiaio di senape
     1 scalogno
     1 uovo
     1 cucchiaio di pangrattato
     sale
     pepe
     olio

    Trovate il procedimento su misya.info 

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    Cumino: le proprietà della spezia dimagrante

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    Crema di ceci con stracchino, crudo e rucola

    Può essere un piatto unico estivo, seguito da una bella insalata. Oppure, in proporzioni ridotte, un antipasto sfizioso.
    Il prosciutto può essere sostituito da salmone affumicato, per un pasto vegetariano.

    Ingredienti (4 persone): 200 g ceci secchi (o 250 g di ceci lessati), 1 piccola cipolla bionda, 2 chiodi di garofano, 1 pezz. di stecca di cannella, pepe, 2 spicchi aglio, 1 mazzetto rucola, 80 g prosciutto crudo tagliato in una fetta spessa, 100 g stracchino, 1 cucc.no di concentrato di pomodoro, olio extravergine d’oliva, sale, pepe

    Preparazione:
    Dopo aver cotto i ceci con i diversi aromi, sgocciolateli, eliminando gli aromi, e frullateli con un po’ di olio, il concentrato di pomodoro, l’aglio rimasto, sale e pepe e acqua calda quanto basta per ottenere un purè.
    Mettete il purè di ceci in 4 bicchieri di vetro, aggiungete uno strato di stracchino a pezzetti e completate con il prosciutto e la rucola.
    Trovate la ricetta dettagliata su: Procedimento

  • I furbetti dell'antivaccinismo.

    I furbetti dell’antivaccinismo.

    Ne ho accennato varie volte ma non ho mai approfondito il tema. Qualcuno, quando parlo di interessi economici dietro il presunto “dissenso ai vaccini” si chiede che interesse economico dovrebbe esserci nei genitori che rifiutano di vaccinare i propri figli. L’argomento è complicato perché io stesso ne sono venuto a conoscenza solo dopo anni di “frequentazione” e di studio di certi ambienti. Bisogna specificare che la maggioranza dei genitori che decidono di non vaccinare i propri figli è in buonafede. È cioè mossa da motivi positivi, dall’amore che prova per i figli e dall’istinto di protezione che hanno tutti i genitori ma è un istinto riposto male, che segue false notizie e che quindi può ottenere l’effetto contrario di quello desiderato. Per l’ansia (perché è un sentimento molto vicino all’ansia) di proteggere i propri figli si fa la scelta meno protettiva.

    Alcuni genitori sono realmente e letteralmente terrorizzati dall’idea di una vaccinazione, la vedono come un’esperienza terribile, come un incubo. Come mai?
    Fare un vaccino non è più pericoloso del fare un antibiotico o un farmaco qualsiasi (anzi, forse è molto meno rischioso perché si fa una volta e lo si è fatto su milioni di persone da decenni). C’è qualcosa quindi che terrorizza questi genitori. Una di queste cose è la cattiva informazione.
    Questi genitori sono stati ricoperti e sepolti da cattiva informazione che proviene quasi totalmente da antivaccinisti professionisti, persone che, direttamente o indirettamente, dall’attivismo “contro i vaccini” guadagnano (quasi sempre soldi), ne hanno fatto un mestiere. Ciò che hanno letto lo hanno trovato quasi esclusivamente su internet e su libri antivaccinisti, si tratta praticamente di totale spazzatura, falsa informazione.

    Quei genitori sono stati convinti che, per proteggere i loro figli, debbano rinunciare a vaccinarli, l’esatto opposto della realtà. Quale logica direbbe che per proteggere un figlio lo si debba lasciare esposto alle (tante) malattie infettive? Quale ragionamento “normale” concluderebbe che sia molto meglio rischiare una malattia come la difterite, il morbillo o la poliomielite invece di fare una puntura che fondamentalmente ha un rischio di effetto collaterale bassissimo?
    È evidente, oltre che emergere dai dati scientifici ma anche dall’esperienza ormai secolare, che i vaccini non espongano a particolari effetti collaterali e che, quando questi esistano, sono fortunatamente rarissimi. Si vaccinano milioni di persone nel mondo, da decenni, con qualsiasi situazione clinica e non si hanno evidenze di danni particolari, anzi, abbiamo l’evidenza della rarità ormai acquisita di certe gravi malattie. Persino malattie quasi sempre benigne (varicella, parotite ed altre) possono complicarsi gravemente ed in ogni caso sono fonte di dolore, sofferenza, fastidio: quale genitore normalmente desidera il dolore del proprio figlio? Evidentemente la parola “vaccino” deve procurare un terrore maggiore, inspiegabile.
    Da dove esce fuori quindi questo terrore dei vaccini da parte di alcuni genitori?

    Dalla propaganda antivaccinista.

    I movimenti antivaccino, infatti, usano molto la propaganda ed il fondamentalismo e questi sono argomenti molto convincenti. Insinuare il dubbio, esaltare le ansie, diffondere falsi allarmi, sono armi tipiche della propaganda che l’attivismo antivax usa a piene mani.
    Se dicessi che nei vaccini fossero contenuti pezzi di metallo, ovviamente, susciterei paura. Se sostenessi che per fare i vaccini si usano feti abortiti, susciterei ribrezzo. Questi argomenti (fasulli) sono usati a piene mani e sono argomenti che, apparentemente folli, sono invece considerati credibili (uno dei cardini della propaganda è quello di ripetere continuamente una bugia tante volte da farla diventare credibile). Così come la pressione psicologica, il tentativo di formare gruppi chiusi per concentrare gli sforzi e le iniziative.

    L’antivaccinismo professionista è abbastanza banale, è un movimento che esiste da quando esistono i vaccini ma ovviamente solo negli ultimi anni ha punti simili all’ecoterrorismo. Si tenta di condizionare la politica (per esempio bombardando i politici di mail ed appelli), si organizzano manifestazioni, raccolte firme, minacce, violenze, intimidazioni, si tenta la trasformazione di un tema sanitario ben chiaro (la capacità dei vaccini di ridurre le malattie) in tema politico e per questo si rafforza lo spirito di gruppo. Sono usati temi “epici” (frasi come “vinciamo noi”, “il nostro movimento“, “siamo una famiglia”), proprio per creare il gruppo, un mutuo sostegno. Si arriva persino a gesti estremi.

    L’antivaccinista professionista non termina il suo lavoro solo nel combattere le campagne di vaccinazione ma anche dopo. La posizione che ha raggiunto all’interno di questi gruppi servirà per il suo mantenimento. Così medici, avvocati o semplici cittadini, sfruttano i seguaci acquisiti per vendere un prodotto. Quel complotto che avrà bisogno di protezione, sia essa legale, medica (con false cure) o sociale (con le “scuole novax” per esempio). Per sfuggire al complotto mondiale dei vaccini bisogna, per forza, rifugiarsi nei rimedi offerti dagli antivaccinisti.

    Ad esempio le pseudocure.
    Esiste un percorso tipico per gli sfortunati genitori che entrano nel tunnel dell’antivaccinismo professionista. Il figlio ha una malattia (spesso appartenente allo spettro autistico ma non solo) e nel corso di ricerche su internet o discussioni con altri genitori con problemi simili, vengono a conoscenza di un “professore” o di un “medico” eccezionale che curerebbe proprio questo tipo di malattie. Ovviamente vanno a sentire la sua opinione (molto costosa) che arriverà dopo una serie di numerosi esami molto complicati che non hanno riscontri in medicina, tra questi esami ci sarà anche un test per “intossicazione da metalli” (inutile e che non diagnostica praticamente niente) che “ovviamente” noterà proprio un’intossicazione e che altrettanto “ovviamente” deriverà dalle vaccinazioni.
    Da quegli esami (senza che ve ne sia ragione), il “professore” diagnosticherà un danno da vaccino (tipicamente “encefalopatia post-vaccinale“, entità che non esiste in medicina).
    Ed ecco che inizia la trafila di acquisti: integratori, diete, omeopatia, prodotti chelanti, controlli, esami (che ovviamente si dovranno fare dove consiglia il “professore” perché solo lì sono bravi), di nuovo integratori.
    Con l’avvertimento che si tratterà di una cura “molto lunga”. Questo non scoraggerà certo in genitori. Nel frattempo il “professore” consiglierà di rivolgersi ad una associazione che ha degli avvocati che potranno aiutare la famiglia. Ed ecco che iniziano ricorsi, carte e documenti per chiedere un indennizzo per quel “danno da vaccino” che nessuno si aspettava.

    Passa il tempo e gli anni ed i continui acquisti, intervallati da altrettanto costosi controlli del “professore” non cambieranno nulla nel problema del bambino, ormai quasi ragazzo, i soldi spesi saranno tantissimi e lo stesso dal punto di vista legale, soldi buttati (ho ricevuto testimonianze di persone che hanno perso la casa per i debiti contratti con i falsi esperti dell’autismo). Però il ragazzo, essendo cresciuto, andando a scuola e frequentando altri servizi, probabilmente sarà lievemente migliorato in alcuni aspetti, maturato in altri, raggiunto un minimo di socializzazione. E secondo voi, di chi sarà il merito di tutto questo?
    Non aggiungo la risposta perché la sapete. E funziona sempre così.

    La storia ha un finale triste.
    Il ragazzo ormai grande non avrà ottenuto nulla se non il completo impoverimento dei suoi genitori che ormai avranno radicato la convinzione di essere abbandonati dallo stato e di dovere tutta la loro salvezza al “professore” che, assieme agli altri “guru” sono stati gli unici ad interessarsi e capire i problemi del loro ragazzo. Spesso tentano di giustificare il loro comportamento parlando di miglioramenti eclatanti che però, in tutta evidenza, non sono presenti.
    Per ogni minimo tentennamento, dubbio, perplessità, ci pensa il gruppo “no vax”: nessun dubbio, il bambino era un danneggiato da vaccino e la cura miracolosa (nella lista si troveranno estratti di aglio, prezzemolo, melatonina e cose simili) ha fatto indubbiamente il suo lavoro. Come si fa ad abbandonare questo “tunnel”? È praticamente impossibile.

    Ecco come si entra e si vive all’interno della setta “no vax” che, come avrete capito, non ha nessun interesse medico o sociale ma ne ha ben altri e certo non a favore delle famiglie o dei ragazzi con problemi.

    Esistono fondamentalmente tre categorie di persone che hanno scelto di vivere di antivaccinismo: medici, avvocati, guru.

    Nella quasi totalità dei casi i medici che si dichiarano (o che si mostrano) contro i vaccini sono “medici alternativi” (omeopati, agopuntori, osteopati e simili). Chi si occupa di medicine complementari è quasi sempre un medico che non ha trovato altri sbocchi lavorativi ed accontenta una piccola fetta di mercato, quella che è attirata dall'”olistico”, dall'”alternativo” ed ha continuamente bisogno di nuovi clienti.
    Per questo si inventa “cure” per l’autismo, metodi per risolvere malattie di tutti i tipi (ovviamente tutte causate secondo lui dai vaccini) e crea un piccolo mercato molto fiorente.
    La situazione italiana è diversa da quella di altri paesi nei quali, ad esempio, le associazioni di omeopati si sono sempre schierate a favore dei vaccini (mentre i singoli spesso no), da noi, ufficialmente, le società di omeopatia si sono sempre poste in maniera critica e pseudoscientifica.
    Essere contro i vaccini segue la stessa logica, essere “alternativi” al sistema, mostrarsi “contro” ogni regola ed ogni norma scientifica. Una buona percentuale di questi medici è anche impreparata e nelle loro affermazioni traspare una vera e propria incompetenza (non sono rari quelli che prendono notizie, ritenendole attendibili, da siti di false news o di pseudomedicina). Ovviamente queste pseudocure non hanno nessuna utilità ed anzi possono avere alcuni rischi.
    È il caso, per esempio, della chelazione o della somministrazione di ormoni o cortisonici. Non sono casi singoli quelli di bambini o ragazzi morti in seguito a queste inutili prescrizioni.
    C’è traccia anche di accordi tra medici e farmacie per procurare i prodotti prescritti. Da qualche mese, finalmente, gli ordini professionali hanno iniziato a fare rispettare la deontologia: chi si basa sulla stregoneria per fare medicina è fuori, farà lo stregone.

    Più o meno simile il ruolo degli avvocati antivaccino.

    In Italia sono pochi e ben conosciuti. Sono in genere avvocati poco noti che provano a raccogliere adesioni di gruppi per guadagnare nella massa (le cause per richiesta di indennizzo sono lunghe, complicate e spesso non portano a nulla). Si dichiarano “esperti di danni da vaccino“, si occupano prevalentemente di cause per presunti danni da vaccino e creano a volte associazioni che sono in realtà paravento della loro attività. Sono contattati o contattano direttamente famiglie con bambini o ragazzi con malattie di vario tipo e propongono di iniziare una causa contro il ministero o contro le USL per collegare la malattia alla vaccinazione e quindi ottenere una somma di denaro. Ovviamente promettono grandi guadagni (che si rivelano quasi sempre illusioni) alle famiglie che, stroncate dalle difficoltà e spesso dalle stesse cure proposte dai medici ciarlatani, vedono quel denaro come un sostegno per le loro spese e dichiarano di non percepire nessuna parcella. Ufficialmente, è chiaro.
    Ultimamente la situazione è molto più complicata da quando si è notato che il fenomeno fosse diventato dilagante, l’iter per ottenere questi indennizzi infatti è oggi un po’ più difficile.

    Esistono infine una serie di personaggi che gravitano nel mondo dell’antivaccinismo. Alcuni genitori che ormai sono affaristi e che usano le malattie dei figli per guadagnare denaro, persone chiaramente disturbate che si autoeleggono a capo di associazioni o gruppi antivaccino e qualche “guru”.
    I genitori antivaccino per professione hanno semplicemente abbracciato la moda del momento. Probabilmente prima erano “genitori pro omeopatia” o “pro-Stamina” o avevano creato associazioni di vario tipo con un solo scopo: raccogliere denaro.
    Ufficialmente per i bisogni dei propri figli (realmente malati), in pratica per i propri.

    I guru antivaccino in Italia si possono contare sulle dita di una mano, questa figura è molto più rappresentata nei paesi anglosassoni dove, se un medico o un professionista si mostra contro ogni conoscenza scientifica diffondendo sciocchezze o falsità mediche, è espulso velocemente dagli ordini professionali. Da noi i guru sono fondamentalmente giornalisti, responsabili di siti web, politici ed attivisti che si auto nominano a capo di qualche movimento, così come si auto nomina “grande scienziato” qualche personaggio in cerca di fama. Assumono il ruolo di “guide” del movimento perché attivi, creano spesso eventi, video, trasmissioni, incontri sull’argomento, si dichiarano apertamente “contro le vaccinazioni” o più velatamente per “la libertà di scelta”, si dipingono come “dalla parte dei cittadini” o “dalla parte dei deboli” per recitare il ruolo dell’altruista disinteressato, cercano di rifiutare l’appellativo di antivaccinista ma solo per mostrarsi neutri ed equilibrati, cosa che però non emerge da quanto scrivono e dicono.
    Hanno al contrario tutto l’interesse nel creare e mantenere un “movimento” ed un folto seguito perché questo rappresenta anche il loro pubblico, senza il quale non avrebbero alcun seguito, sgomitano quindi per diventare “protagonisti“. Il loro interesse economico è sostanzialmente questo.
    Non hanno in genere nessuna preparazione specifica, infatti usano tecniche pubblicitarie e tentano di dipingersi come “contro il sistema” o “controinformazione” quando in realtà usano le stesse e le solite banali notizie (quasi sempre bufale) già ampiamente conosciute nell’ambiente.

    Attenzione. Il fenomeno antivaccini non è nato oggi e non è un fenomeno legato a internet, è sempre esistito e le sue armi sono sempre le stesse: spargere ansia, paura, diffidenza. Parlerò dei metodi della propaganda antivaccini in un altro articolo.

    Propaganda antivaccinista ad inizio 1900.

    Il panorama è quindi abbastanza chiaro e potrà confermarlo chi entra in questo ambiente quando noterà che i convegni sono tenuti sempre dalle stesse persone, le cause di risarcimento vedono sempre gli stessi periti ed avvocati, persino ciò che si trova in internet o in libreria avrà come protagonisti sempre gli stessi nomi.
    Poi c’è “la massa“. L’insieme di persone, spesso di bassa istruzione, a volte semplicemente stupide (sì, esistono gli stupidi), che basandosi su ciò che trovano su internet e facendo ragionamenti semplici e lineari, giungono a conclusioni (ovviamente sbagliate) eclatanti, pensando al vaccino come ad un veleno diffuso dai poteri forti, come fosse un’invenzione nata ieri e venduta nei supermercati. Questi sono i soggetti ingestibili, visto che non sanno sostenere una discussione e non capiscono i fondamenti della statistica ma nemmeno della logica.

    Tutti questi personaggi, al netto di chi proprio agisce per stupidità, hanno un obiettivo preciso: i soldi.
    Nessun interesse scientifico ovviamente (di scienza nell’antivaccinismo ce n’è poca) ma solo quello economico che per questo richiede partecipazione, una dose di aggressività (per tenere fuori i “curiosi”) e proselitismo.
    Una mamma (che conosco personalmente) mi ha scritto chiedendo di raccontare cosa le è successo in proposito. Ovviamente mantengo l’anonimato:
    ==

    Sono alcuni anni che mi tormenta il dubbio se sia utile o meno raccontare come si entra in contatto coi medici che “consigliano cautela” con le vaccinazioni e poi però ti offrono la cura per disintossicare i tuoi figli, per “togliergli i vaccini dal sangue”.
    Questi, dopo aver espresso di non essere contrari alle vaccinazioni, diagnosticano un danno da vaccino a tuo figlio. Vivo il tormento per diversi motivi: primo perché ho la certezza che la loro esistenza è resa possibile solo come riflesso secondario e deformazione del pensiero critico alla base dell’analisi scientifica e secondo perché la scelta di raccontarla mantenendo l’anonimato potrebbe essere un’arma di ulteriore sbeffeggiamento data in mano a chi ama giocare con la salute dei più indifesi.
    Premetto che personalmente ritengo che possano permettersi di correre un rischio così serio con tanto ardire, soltanto perché la maggior parte delle persone, fortunatamente e al di là del false balance reso possibile da una cattiva comunicazione, continua ad avere un comportamento responsabile garantendo ancora la salute di tutti, anche di quelli che verranno poi raggirati. Dopo aver riflettuto ho pensato che però andava raccontato, anche se verrà messo in dubbio e accusato di essere una falsità, anche se raccoglierà gli insulti più beceri perché i soldi e la serenità delle famiglie meritano rispetto, perché anche i medici e i ricercatori che lavorano con professionalità e con spirito di abnegazione meritano rispetto e perché i bambini malati hanno diritto alle migliori cure e ad essere protetti e accettati.
    Come purtroppo capita a molte persone è capitato anche a noi di dover correre in un pronto soccorso pediatrico per sentirsi dire che le convulsioni che hanno colpito tuo figlio sono conseguenza di una grave malattia e che tuo figlio verrà ricoverato per un tempo indefinito e senza alcuna garanzia che le cose torneranno mai a posto…insomma abbiamo incontrato la sofferenza, quella più terribile, quella che non colpisce te direttamente, ma peggio, tuo figlio.
    Come ogni genitore del mondo l’unico sentimento che ti attraversa, anzi che ti travolge, è la disperazione e alla disperazione si accompagna quell’umanissimo desiderio di dare senso alla propria disgrazia…in quegli stessi giorni può capitare di conoscere altri genitori, parenti di bambini ricoverati che in quel preciso e identico momento attraversano anche loro il difficile cammino della malattia: a noi è successo, ed è successo anche che quei parenti li conoscessi da molto tempo. Non sto a raccontare i dettagli delle malattie che sono capitate in sorte a mio figlio o al figlio dei miei conoscenti ma adesso arriva il momento in cui entri in contatto con chi, senza sconsigliare i vaccini, accusa velatamente, ma non tanto, essi stessi di di aver fatto ammalare tuo figlio, senza neanche conoscerlo…
    I miei cari vennero contattati dai parenti di quest’altro piccolo paziente perché, in buona fede assoluta, volevano metterci al riparo dai medici “malfattori” di quell’ospedale. Raccontarono perché, non fidandosi dei medici che avevano incontrato in pronto soccorso e che, per inciso, avevano in cura anche mio figlio, erano infine giunti ad un luminare che li aveva portati a conoscenza del losco e infame mondo della medicina malata e che traeva beneficio dall’ingannare genitori disperati; i medici ospedalieri avevano garantito loro che il piccolo bambino non fosse vittima di una reazione a vaccini ma i genitori non erano persuasi e non capivano perché non fosse possibile fare una diagnosi certa per loro figlio che solo poche settimane prima aveva ricevuto i vaccini, così rovistando nelle pieghe lasciate aperte dalla medicina ufficiale, arrivarono ad un medico controcorrente, uno che avrebbe detto loro la verità.
    Il luminare in questione, dopo visita privata, diagnosticò una “encefalopatia post- vaccino” e una volta “tolti i metalli pesanti dal sangue del bimbo e seguito una dieta disintossicante” guarì incredibilmente il piccolo paziente, lui aveva indiscutibilmente la verità dalla sua e gli altri erano le menzogna…beh…mi direte, ognuno fa ciò che vuole: vero.
    Ciò che trovo invece da condannare è ciò che è avvenuto in seguito: questi parenti, comprensibilmente sollevati e messi a conoscenza delle losche congiure dei medici e della casta delle case farmaceutiche, sono plausibilmente convinti di avere in mano la cura e la risposta per tutti i mali che colpiscono i bambini e così sono venuti a cercare me, prima cercando contatti coi miei parenti per metterli a conoscenza dei fatti loro accaduti e poi cercando direttamente me, ancora ricoverata con mio figlio in ospedale in condizioni critiche, cercando di indurmi a pensare che forse anche il mio caso potesse essere riconducibile ad un danno da vaccini. A nulla valevano i pareri medici e le nostre obiezioni, ormai, agli occhi di questi parenti, i medici erano solo marmaglia e noi meritavamo la stessa occasione data al loro bambino…fino a farsi trovare nel parcheggio dell’ ospedale accompagnati da un avvocato che “se ne intende” e che se avessi voluto, mi avrebbe incontrata anche subito…eravamo disperati, ma non stupidi!
    Quando poi scoprii che questi luminari per la prima visita -privata- costano quasi 500 euro e che il protocollo da seguire è lungo e fitto di visite, sempre private, pur consolandoti con le più lusinghiere delle parole per le orecchie di genitori impauriti, e che i medici che hai incontrato – in ospedale – hanno fatto il doppio turno il giorno di Natale per non allontanarsi dai loro pazienti in fin di vita non chiedendoti nulla in cambio e che anzi si siedono lì accanto a te tenendoti in silenzio la mano, capisci che non puoi essere vittima oltre che della sfortuna anche del trucco più vecchio del mondo…no, non ci si può far raggirare da chi manda avanti avvocati a tutelare non i tuoi, ma i propri interessi e quelli di studi privati con prezzi da capogiro anche perché, quando la sfortuna si accanisce con la gente con pochi mezzi, far leva sulla disperazione per togliere anche le ultime risorse a chi già non ne ha per me merita solo un aggettivo…e non è gentile; eravamo disperati, non stupidi.
    E rifiutammo.
    Mio figlio ora sta bene ed il resto non ha importanza.

    ==
    Ringrazio questa mamma per la sua testimonianza. Noterete come, nel suo caso, siano stati proprio i parenti di un altro bambino malato a “consigliare” il “luminare” che ha la cura per i danni da vaccino.
    Fortunatamente la nostra mamma si è rifiutata ma probabilmente questo è dovuto ad una buona dose di razionalità, forza d’animo e tentativo di ragionamento. Non va sempre così.

    Sono però le cose che reputo più importanti e fondamentali in questo campo. Il dolore, la disperazione, spesso la rassegnazione, sono le cose che rendono più debole e facilmente raggirabile una persona. Se si tratta della salute dei figli questo diventa ancora più valido. Non è facile spiegare e fare capire che non esiste nessun “luminare” con la cura di presunti danni da vaccino (che sono quasi sempre inventati!) ma non è facile neanche riportare alla ragione un genitore in preda al panico.

    Per questo chiedo uno sforzo a tutti i genitori che stanno subendo o hanno subito una cosa del genere.
    Ragionate, pensate e ripensate, fatelo per i vostri figli, non vendeteli agli avvoltoi. La salute e la dignità di vostro figlio non meritano di essere messe nelle mani di un ciarlatano che ingrassa con i vostri soldi. Dovete sapere anche che è possibile segnalare all’ordine dei medici (se medico) ed anche denunciare, chi vi ha rubato soldi e speranze.
    Fatelo.
    Ragionate.

    Alla prossima.

  • Zucchine ripiene con ricotta e pomodori secci

    Zucchine ripiene con ricotta e pomodori secci

    Un altro classico estivo, rivisitato in versione light e vegetariana. Sostituendo la ricotta con il tofu, è adatto anche ai vegani.

    Ingredienti per 4 persone: 8 zucchine lunghe, 250 g di ricotta, 5 pomodori secchi (rinvenuti in acqua), 2 cucc. di olive denocciolate, 2 cucc. di capperi dissalati, 3 cucc. di olio E.V.O, timo, origano, sale q.b., pan grattato q.b.

    Preparazione:
    Pulire ed eliminare le due estremità delle zucchine. Tagliarle a metà nel senso della lunghezza e scavare la parte centrale.
    Tuffarle per un minuto in acqua bollente leggermente salata. Scolarle, asciugarle e posizionarle in una teglia con carta da forno.

    Nel frattempo creare il ripieno mescolando la ricotta con i pomodori, le olive e i capperi ( tutti tritati finemente), aggiungere l’olio, il timo, l’origano e poco pangrattato. Aggiustare di sale. Riempire le zucchine con il composto preparato. Spolverizzare di pangrattato in superficie, oliare ed infornare a 170° finchè non doreranno.
    Questa viene da PETITCHEF  dove trovate altri dettagli.
  • Pesce alla pizzaiola

    Pesce alla pizzaiola

    Stufi di mangiare il solito pesce?Provate ad cucinarlo con capperi, polpa di pomodoro, scalogno, aglio, olive nere (snocciolate) e origano.Potete cucinare gli immancabili filetti di merluzzo, ma potete usare la stessa ricetta per qualsiasi tipo di pesc…

  • Funziona o sembra funzionare? Perché certe ciarlatanerie sembrano ottenere successi.

    Funziona o sembra funzionare? Perché certe ciarlatanerie sembrano ottenere successi.

    In tutti questi anni, uno degli aspetti che più mi ha incuriosito era quello relativo alle testimonianze dei presunti “guariti” da terapie alternative.
    Ho già parlato di effetti come quello placebo in caso di terapie “blande” (come l’omeopatia o l’agopuntura) e per malattie banali, ma se ci sono delle testimonianze che colpiscono in maniera particolare, sono quelle relative a guarigioni da gravi malattie (cancro, ad esempio). Anche di questo ho già parlato, lo ripeto brevemente: la stragrande maggioranza delle persone (almeno tra quelle che ho potuto analizzare) che dichiarano di essere guarite da gravi malattie grazie a cure non scientifiche è in realtà vittima di truffe quando non complice del truffatore.
    L’ho detto altre volte: se all’inizio pensavo che le “guarigioni” miracolose fossero frutto del caso o dei rari episodi di guarigione spontanea, posso dire che vi è evidenza che quasi tutte siano frutto di manipolazioni, di falsità e veri e propri “trucchi” per raccontare una storia che non corrisponde alla realtà.
    Negli anni ho fornito tanti esempi di questo modo di “vantare” i successi di una cura alternativa.
    Il testimone diventa complice consapevole o meno del ciarlatano e così è sfruttato a scopi pubblicitari. Ma è possibile che una persona malata si offra per una cosa così indegna? Spesso i “testimoni” producono nuovi testimoni. Se ho visto un video di una guarigione per me “miracolosa”, diventerò, consapevolmente o meno, diffusore di quel “miracolo” perché ne parlerò bene, in maniera entusiasta.
    Sì ed in questo articolo proverò a spiegarne qualche motivo.
    Molti dei testimoni sono in perfetta buonafede, sono davvero convinti di essere guariti grazie alla cura alternativa, sono assolutamente certi che questo sia avvenuto. Perché succede? Esistono varie ragioni, ne elenco alcune:
    Effetto placebo
    Consiste nell’ottenere beneficio con l’uso di una sostanza che non ha efficacia terapeutica.
    Il solo “fare qualcosa”, prendersi cura di una malattia, ottiene un effetto benefico che può andare dal lieve miglioramento alla guarigione. Noto da tempo, l’effetto placebo è affascinante ma non può essere usato come medicina perché difficilmente controllabile, soggettivo, diverso per durata ed intensità. Inoltre, molte volte, il beneficio è solo “psicologico” (il paziente si sente meglio ma la malattia procede normalmente) e quindi può anche essere rischioso affidarsi solo al beneficio placebo. Si conosce anche un effetto “nocebo”. Il paziente, se è convinto che una sostanza faccia male, anche se questa è inerte, avvertirà un peggioramento o un malessere.

    Questo vale per le malattie banali, “autolimitanti” (cioè che passano da sole) o non gravi, ma può valere, entro certi limiti, anche per le malattie gravi. Curarsi, in qualsiasi modo, meglio se con dei “rinforzi” fa stare meglio. Si può assumere acqua, zucchero, un cerimoniale o una pozione, non importa, l’effetto placebo non solo ci convince di stare realmente meglio ma attiva la produzione di sostanze nell’organismo che possono procurare euforia, benessere, serenità o agire direttamente sulla malattia. Questo naturalmente è ben diverso dal dire che l’effetto placebo può “guarire” una malattia fisica (nel caso dell’ansia o delle malattie psicosomatiche questo può avvenire, naturalmente) ma può permettere di percepire un reale miglioramento delle proprie condizioni, di migliorare la qualità di vita e di apparire in buone condizioni. Un esempio su tutti è quello dell’omeopatia. Assumere pastiglie di semplice zucchero non può avere nessun effetto fisico (i granuli omeopatici sono costituiti da 1 grammo di zucchero, quantità praticamente inoffensiva), né positivo né negativo. Ma usarle come cura, rinforzandole con un preciso cerimoniale (l’omeopatia prevede una successione di riti molto precisi), farlo con uno scopo (guarire una malattia) può davvero migliorare il nostro stato di salute. È chiaro che non sarà certo la caramella di zucchero a farlo, ma la nostra convinzione di prenderci cura di noi. L’effetto placebo è un “bias” (ovvero una convizione errata) che colpisce tutti. Si è visto ad esempio che già la mancanza di effetti negativi (quello che succede con l’omeopatia, ad esempio) viene percepito come “effetto positivo”. L’aspettarsi un risultato procura già la sua percezione, a prescindere se ci sia o meno.

    Effetto spot
    Succede che è lo stesso guaritore a proporre al suo cliente di testimoniare a favore della pseudocura. Gli chiede di raccontarne i lati positivi, gli effetti ed il suo stato. Il malato, davanti a questa proposta, si sente al centro dell’attenzione, coinvolto, un esempio per gli altri e questo diventerà l’occasione per esaltarsi, sentirsi per forza di cose migliorato (chi gli chiederebbe di testimoniare se fosse peggiorato?). Sentirsi al centro dei riflettori significa per il paziente ricevere incoraggiamento e aiuto lo fa sentire più forte, sostenuto, spinto verso il successo, non a caso, anche in medicina, la malattia è spesso raccontata (esistono siti e blog di gruppi o di singoli che compilano un diario on line della loro malattia), in una sorta di esorcismo fisico e psicologico che ha lo scopo di sfogare le proprie difficoltà. A volte è lo stesso guaritore a suggerire al paziente le cose da dire, i dati da mostrare e l’atteggiamento da mantenere. In alcuni video (uno l’ho spiegato qui) il paziente racconta del successo della pseudocura senza rendersi conto che sta invece raccontando di essere migliorato perché sottoposto alle cure standard, in una sorta di estasi ipnotica che lo trasforma da paziente a testimonial pubblicitario per il ciarlatano. La maggioranza dei pazienti che racconta la sua storia è in assoluta buonafede, si tratta semplicemente di persone (spesso deboli) che hanno trovato nel ciarlatano una spalla e non vogliono abbandonarla, una truffa bella e buona, con l’aggravante di approfittare del truffato per truffare altri.

    L’ombra proiettata nel muro
    Dissociarsi dal proprio corpo per escludere il problema.
    Il paziente, per vari motivi, “dissocia” il suo pensiero dal suo fisico. Per paura, depressione, stanchezza, abbandono, non considera più il suo corpo come parte integrante della persona ma lo vede come estraneo, come se parlasse con l’ombra di sè stesso proiettata in un muro. Questo comporta che il fisico, malato, chiede di fare qualcosa, di curarsi, di sforzarsi, la mente, parlando con l’ombra, è distaccata, non fa nulla, si abbandona al decorso naturale della malattia. In questo modo il paziente cerca delle giustificazioni per un comportamento ingiustificabile (per una malattia molto grave “non fare niente” non è certo la soluzione migliore), vive due vite: quella del malato e quella della persona che vede un malato. Le scelte sono diverse e dipendono dalla cultura personale, dall’ambiente, dal contesto sociale. Si assiste ad un forte ricorso alla fede religiosa, un abbandono ad una entità superiore che “deciderà per noi“, in alcune persone si assisterà ad una completa inerzia che dura fino a quando le condizioni fisiche non saranno irrimediabilmente compromesse, in altri ambienti si ricorre a pratiche diverse (meditazione, yoga, cure alternative) ed ognuno di questi comportamenti è giustificato dal paziente con un’accettazione dello stato in cui si è.
    Raramente il paziente ammetterà di stare male, sarà evasivo sulle sue condizioni, nasconderà accuratamente la sua malattia, sembrerà quasi indifferente al dolore provato. In parole povere non è lui a stare male ma “il suo corpo”. Questa dissociazione è molto frequente, anche in persone con notevole razionalità, ma mentre in molti si “abbandonano” alle terapie standard, altri si affidano a false cure (anche consapevolmente!) in una sorta di “autodistruzione” programmata.
    Un comportamento del genere giustifica i presunti “miglioramenti” da falsa cura. Il paziente “reale” si rende conto di fare qualcosa che non gli giova, ma questo lo terrorizzerebbe, per questo motivo si abbandona al paziente “ombra” che invece sta bene, che sta migliorando tantissimo e che ottiene risultati eccezionali dalla finta cura. Questo spiega anche perché coloro che si affidano a false cure non ammettono “intrusioni”, anzi le respingono con rabbia perché questo potrebbe far riaffiorare in loro la “lucidità” del paziente malato che dovrebbe ammettere una sofferenza e, probabilmente, una sconfitta. Stanno meglio, a prescindere da qualsiasi cosa.
    La truffa
    Un imbroglio, anche per chi è convinto di avercela fatta.
    Non è per niente raro il caso di pazienti che seguono cure alternative e che si credono guariti perché così ha fatto credere il guaritore. La realtà è ben diversa, nessuna guarigione o miglioramento, il guaritore fa riferimento a qualcosa di positivo per parlare di successo quando al contrario la situazione clinica è peggiorata. Un esempio è quello dei “markers”. In alcune malattie tumorali esistono degli esami del sangue (si chiamano “markers”, più o meno “segnalatori”) che possono indicare un peggioramento o un miglioramento della malattia, degli esempi sono il PSA (markers che riguarda la prostata) o il CA125 (che riguarda altri organi, come le ovaie, l’intestino, la mammella). Il grande limite di questi valori è che non sono per niente “diagnostici”, un loro eventuale aumento infatti non significa per forza che ci sia una malattia o un peggioramento della stessa, così, viceversa, una loro diminuzione non significa che si assista ad un miglioramento. Il guaritore, davanti ad un insuccesso della sua cura, se trova un valore di un marker diminuito parlerà di “chiaro miglioramento”, se lo troverà stabile dirà che “abbiamo fermato la malattia”, induce cioè il suo cliente a credere alle sue parole basandosi su dati oggettivi ma che non hanno significato, è per questo che il ciarlatano sfugge ai controlli, chi, competente, leggesse le carte, capirebbe subito il valore di quei “miglioramenti“. Il cliente naturalmente, non essendo un addetto ai lavori, si convince e cade nella truffa.
    Una cosa del genere l’abbiamo vista nel caso della “cura Stamina”. Quando a Davide Vannoni (inventore della pseudocura) è stato chiesto di inserire nella sperimentazione (che poi non è avvenuta) la SMA (una delle malattie che diceva di poter curare), ha rifiutato perché “nessuno strumento sarebbe adatto a mostrare i miglioramenti” (cosa ribadita dal suo socio Andolina), qualcuno potrebbe pensare: “ma se neanche uno strumento rileva un miglioramento minimo, come farebbe a rilevarlo un uomo che è sicuramente meno oggettivo della fredda macchina?”. È semplicemente un modo per sfuggire al controllo.
    Altri casi di truffa si basano sull’inganno diretto. Il guaritore non ammette l’inefficacia della sua cura e contro ogni evidenza parla di “successo”, consiglia al paziente degli esami che non hanno alcuna attendibilità o che non mostrerebbero nessun dato interessante e così via, tutto calcolato per vendere bene la sua merce. In questo modo il paziente è spesso convinto di avercela fatta, di migliorare, di ricevere incredibili benefici dalla pseudocura quando in realtà le sue condizioni peggiorano. Non è raro incontrare persone che parlano di grandi benefici mentre sono in ospedale in condizioni pietose (alcuni casi li ho raccontati qui) ed è evidente che dentro ogni guaritore c’è l’anima del bravo venditore di aspirapolveri: convincere ad acquistare malgrado l’inutilità dell’articolo proposto.

    Il fantasma su internet

    Sono tante le testimonianze diffuse su internet, di persone che si dichiarano guarite grazie ad una “cura alternativa” ma che invece non ce l’hanno fatta. Il truffatore fa testimoniare una persona comunicandole la guarigione (che invece non c’è), la malattia fa il suo corso ed il “testimone” muore ma il suo video resta lì, continua a girare, testimoniando qualcosa che è in realtà una triste finzione.
    Di questi video, seguendo il tema da anni, ne conosco almeno una decina. Alcuni di essi sono usati ancora oggi come “prova” di efficacia di una cura, quando il protagonista è purtroppo invece deceduto da anni.

    Bias di conferma

    Esaltare ciò che conferma il nostro desiderio, minimizzare ciò che lo smentisce. Se una persona sta male e per curarsi usa una stregoneria, basterà elencare i benefici (reali o inventati), spesso minimi, avvertiti eliminando ogni aspetto negativo della vicenda. Questo avrà due effetti: sulla stessa persona, sostenendola nelle sue scelte e sugli altri che resteranno stupidi dei risultati e quindi potrebbero diventare essi stessi sostenitori della scelta “sbagliata”. Sarà poi il tempo ed il normale decorso della malattia a fare la differenza. Lo stesso può percepire un osservatore. Se esistesse un caso (ammettiamo vero) di guarigione da una grave malattia con una cura “nuova” bisognerebbe prima di tutto controllare quante persone hanno seguito la stessa cura senza successo (così si fa negli studi scientifici). Se a questa cura abbiamo sottoposto 1000 persone e di fronte ad una guarigione (non per forza dovuta alla cura) ci sono 999 insuccessi potremmo parlare di cura inefficace. Per questo è importante anche il contesto, per questo servono i dati, i numeri, la precisione, la serietà, altrimenti si gioca semplicemente una partita nella quale non vince nessuno, anzi, vince solo il truffatore.

    Tutte queste motivazioni hanno ovviamente lo scopo di “vendere un prodotto”, sono l’ufficio marketing del ciarlatano che deve diffondere il suo mezzo di sostentamento.
    Non a caso, quando sottoposte a controllo, tutte le false pratiche mediche, cadono miseramente, non riescono a dimostrare nulla. Oggettivamente non esiste alcuna pratica non scientifica che abbia mai mostrato di funzionare e si può dire che le pseudocure, tutte, funzionano solo su internet. Ricordate inoltre che i ciarlatani non hanno alcun limite né pietà.

    Ho elencato solo alcuni dei meccanismi che spiegano i “trucchi” dei ciarlatani, l’argomento è complesso e non è possibile approfondirlo completamente (l’ho fatto nel corso degli anni) ma è anche molto affascinante e delicato.
    È bene ribadire che in nessun caso (parliamo di malattie gravi) uno di questi “rimedi” possa guarire o migliorare una malattia (i fatti, i dati e gli studi parlano chiaro), si tratta di “strategie” psicologiche per affrontarla, hanno azione sulla psiche dell’individuo ma non ne hanno (o ne hanno pochissima) sull’evoluzione della malattia. Per questo motivo, se avete un problema serio da affrontare, rivolgetevi al vostro medico, chiedete spiegazioni, confrontate le varie possibilità ma non fuggite, non serve a nulla se non a nascondere una realtà.

    Alla prossima.

  • SPIEDINI DI CARNE BIANCA CON RISO INTEGRALE E SALSA

    SPIEDINI DI CARNE BIANCA CON RISO INTEGRALE E SALSA

    Gli spiedini sono un piatto ideale per la fine dell’estate, l’inizio dell’inverno. Accompagnandoli con il riso, diventano un piatto completo, adatto anche ai celiaci.

    Ingredienti per 4 persone : Riso integrale 320 g, Petto di pollo o tacchino 400 g, Un peperone rosso o giallo ( 100 g ), Una melanzana piccola 150 g , Una cipolla media  100 g , Olio di oliva 20 g ( 2 cucchiai ), Cumino, Sale, Pepe

    Spiedini : tagliate la carne e la melanzana a cubetti di circa 2 centimetri di lato, tagliate il peperone e la cipolla in pezzi di 2 cm di lato. Infilate la carne sugli spiedini, alternandola con i pezzetti di verdure. Ungete gli spiedini con 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e spolverare con pizzico di cumino. Fate cuocere gli spiedini sulla griglia del forno precedentemente scaldato a temperatura massima, lasciandoli rosolare 5 min per parte. A fine cottura regolate di sale e pepe
    Salsa alla cacciatora : quello che avanza di peperoni, melanzane e cipolla, dopo che avete fatto i cubetti, metteteli in una padella e cuocete per 20 minuti aggiungendo un po’ d’acqua.  

    Riso : fate cuocere il riso (seguendo le istruzioni) in acqua leggermente salata e scolatelo al dente Servite mettendo nello stesso piatto una porzione di spiedini ed una di riso sul quale avrete versato 2-3 cucchiai di salsa.
    Trovate una ricetta con una salsa più completa sul sito: Ricettiamo 
  • Pratica con la Sfera di Energia

    Pratica con la Sfera di Energia

    Questo è il primo esercizio della nuova serie di articoli sulla pratica energetica.

    Descriverò esercizi cinestesici ed immaginativi tratti dal qigong o da altre discipline energetiche che io pratico e che possono essere un valido metodo per migliorare la propria salute e vitalità.

    Il primo è molto semplice e si tratta di immaginare una sfera di energia tra le mani.

    Questa tecnica si può trovare nel qigong, nel taiji, nelle metodologie energetiche russe ed in moltissime altre scuole e tradizioni, proprio perchè è una tecnica base.

    In questo tipo di pratica immaginativa, la parte visiva conta molto meno della parte cinestesica. Bisogna cercare infatti di sviluppare il più possibile le sensazioni di pressione, gommosità, pesantezza o leggerezza, calore o fresco.

    Niente di mistico. Solo un semplice esercizio di immaginazione.

    Poi, oltre a sentire la sfera tra le mani si cerca di aumentare il più possibile la consapevolezza delle mani e di tutti i punti di energia (come quelli dell’agopuntura) presenti nei palmi e nelle dita. Non voglio essere specifico sui punti perchè quello che conta in questo esercizio è sensibilizzare tutta la mano.


    Non si tratta solo di far pratica con l’energia, ma anche di sviluppare una maggiore sincronia tra gli emisferi cerebrali. Ogni mano è connessa ad un emisfero e sviluppando le sensazioni tra di esse si cerca anche di creare nuovi collegamenti.


    Continua a leggere “Pratica con la Sfera di Energia”

  • La Chiave della Respirazione è Respirare Meno e Lentamente

    La Chiave della Respirazione è Respirare Meno e Lentamente

    La Prima Strategia per influenzare i livelli di energia e vitalità è la respirazione, ma non è un banale respirare a pieni polmoni.

    Anzi. Esattamente il contrario.

    Non conosco bene il Pranayama indiano ed a dire il vero non mi ci sono mai applicato, ma conosco alcuni principi che derivano dalla mia pratica e dalla ricerca scientifica.

    Non sono nemmeno convinto che il sistema respiratorio del famosissimo Wim Hof sia il metodo migliore per incrementare i livelli di salute ed energia.

    Gli studi scientifici, illustrati dal dottor Artour Rakhimov, che per me è una vera autorità nel campo della respirazione formatosi inizialmente con il metodo Buteyko, dimostrano che la quantità di aria inspirata è in stretta correlazione con i livelli di salute, ma in modo inversamente proporzionale.

    Più aria inspiriamo e più la nostra vitalità ne risente.

    Un’altra cosa interessante è che più aumenta il livello di anidride carbonica e più aumenta l’ossigenazione dei tessuti.

    Pertanto la vera Strategia è aumentare i livelli di anidride carbonica.

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  • Carenza di sali minerali: come migliorare l’assorbimento

    Carenza di sali minerali: come migliorare l’assorbimento

    I sali minerali sono sostanze indispensabili per la salute dell’organismo, per le funzioni nervose, per l’accrescimento di ossa e muscoli e per la produzione di energia. I macroelementi sono quelli…

  • I Tre Tesori Taoisti secondo lo zio Hack

    I Tre Tesori Taoisti secondo lo zio Hack

    I Tre Tesori Taoisti sono 3 energie di cui si parla nella tradizione cinese (Shen, Qi e Jing), che sono state oggetto di tante diverse interpretazioni.

    Oggi vorrei parlare dell’interpretazione dello zio Hack data nella guida Biohacking delle Energie o le Strategie per combattere la stanchezza e sviluppare più energia.

    Personalmente non sono d’accordo al 100% con questa approssimazione, ma è già un buon punto di partenza per cominciare a lavorare sul proprio sistema energetico.

    E dico appunto sistema poichè è tutto interconnesso e non è così facile separare una componente dall’altra.

    Lo zio Hack è una persona molto pragmatica e basa molti dei suoi concetti su solide basi scientifiche.

    Più avanti proporrò una versione dei Tre Tesori meno terrena.

    Poi sta ad ognuno farsi il proprio quadro personale e soprattutto ottenere risultati concreti.

    Continua a leggere “I Tre Tesori Taoisti secondo lo zio Hack”

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