Perché i giornali non li compra più nessuno? Perché raccontano bufale.

Credo che questo post possa spiegare più di mille parole alcuni fenomeni del nostro agitato mondo moderno. Quello dei media, delle notizie, della diffusione della cultura. Io l'ho vissuto come lo vivrebbe ogni lettore. Una notizia segnalata da un amico, gli occhi che scorrono le parole del sito ed il cervello che ragiona e che pensa cosa succederà, cosa bisogna aspettarsi. Per questo io spero di fare vivere anche a voi le mie stesse sensazioni. Quella di sorpresa, curiosità, incredulità, delusione.

Profonda delusione.

I giornali si lamentano che le vendite sarebbero colate a picco che è pure vero.
La gente non compra più i giornali, una volta, assieme alla televisione, fonte di conoscenza e sapere. Sono sempre esistiti i giornali di "serie B", quelli che diffondevano notizie banali, curiose ma niente di importante però c'erano anche le testate serie, quelle che, se riportavano una notizia, erano credibili ad occhi chiusi. Davano sicurezza, quando si cercavano conferme ad un fatto, se quel fatto era riportato anche nel "giornale" serio poteva essere giudicato vero. Poi i tempi sono cambiati. La ricerca della vendita facile, il tentativo di piacere a tutti così da aumentare il pubblico potenziale, la creazione di uno stile "leggi e getta" che presuppone notizie facili, banali, per tutti.
Ma poi il pubblico si stufa.
Trovare sempre notizie stupide nei giornali annoia e così il pubblico si allontana e cerca le notizie da altre parti, soprattutto su internet che, però, è una fonte disordinata, poco controllabile, un pregio che però si trasforma in difetto quando cerchiamo notizie attendibili, anche in questo caso diventa un'impresa complicata.
Ma perché un giornale di buon nome dovrebbe "abbassarsi" a pubblicare stupidaggini? Il motivo principale è proprio quello di attirare lettori. Da questo è nato il "click bait" ovvero l'uso di titoli e termini che attirano il lettore verso un sito che però non offre contenuti di alto livello.
Un comportamento che è considerato "volgare", banale e appannaggio di siti e pagine in cerca di piccoli guadagni facili.
Invece non è sempre così.
Anche pagine importanti, siti di giornali nazionali e conosciuti, cadono spesso nel tranello della notizia banale per attirare lettori.
In questo caso il comportamento migliore dovrebbe essere quello di ignorare queste testate ma l'esempio che porto oggi è secondo me molto educativo per vari motivi. La falsa notizia, lo "scoop" che non è uno scoop, l'assoluta stupidità dell'evento ed il gioco è fatto.

Un giornale abbastanza conosciuto. Una testata nazionale. Un titolo irresistibile. Fate quello che ho fatto io. Leggete il titolo e poi la notizia, le parole. Immaginate cosa troverete dopo.

"Neonata "cammina" pochi minuti dopo la nascita: le immagini lasciano senza parole."

Cosa capite da un titolo del genere?
Io ho capito che, subito dopo la nascita, un neonato avrebbe iniziato a camminare da solo, lasciando tutti stupidi e senza parole.
Giusto?
Ho interpretato in maniera esagerata le parole del titolo?
Ci sono pure le immagini, quindi non solo il racconto dell'evento ma anche le immagini che ci illustreranno questa notizia.
Il testo prosegue con altre parole che suscitano la curiosità di chi legge, cose come:
Ha pochi minuti di vita e già inizia a camminare.
Una neonata ha lasciato tutti senza parole Nel video si sente la voce della mamma che esclama incredula: «Mia figlia sa già camminare», poi si sentono gli altri infermieri e le ostetriche stupite.
Incredibile vero? Tutto questo è stato pubblicato su "Il Messaggero" e deriva dalla stessa notizia uscita sul "SUN" giornale scandalistico inglese che parla di "miracle baby" ("il bambino dei miracoli").
State immaginando la scena?
Io l'ho immaginata tra l'incredibile e l'angosciante, il neonato che cammina da solo è in effetti un'immagine piuttosto strana.
Poi appare il video, eccolo:


Ed il giornale sostiene che il video è diventato "virale" (cioè diffusissimo) e che è definito dal giornale italiano "dolce ma anche divertente". A me non pare né dolce né divertente, forse perché queste cose le vedo ogni giorno e non finiscono sui giornali (e quante di voi mamme hanno visto la stessa cosa?).
Ora, infatti, non vorrei rompere l'incanto ma, a parte che quel neonato non sta "camminando da solo" ma è sostenuto da un infermiere, quello che si vede è un normalissimo comportamento di qualsiasi neonato un riflesso fisiologico e normale. Una sorta di simulazione del camminare che avviene in tutti i neonati sani (tanto che si usa anche come test per controllare il normale sviluppo del bambino), si chiama riflesso di marcia automatica (detto anche "stepping"), eccone un esempio.
Il riflesso in genere compare dopo qualche ora (un giorno) dopo la nascita ma non è raro notarlo subito dopo la nascita in bambini molto tonici (e quello del video lo sembra).
In parole poverissime il giornale ci ha offerto una pagina nella quale si celebra come incredibile e degno di nota un avvenimento assolutamente normale e non strano. Una non notizia.

Questo incredibile scoop relativo ad un fatto normale ricorda un'altra notizia che però era completamente falsa, costruita per creane un "fatto" che tale non era.
Il feto che applaudiva durante un'ecografia. Dentro l'utero della madre, si notava come un feto battesse le mani e tutto testimoniato dalle immagini registrate dall'apparecchio con il quale una donna stava effettuando un esame. Peccato che la notizia era costruita, un semplice lavoro di "editing" ha creato il "fenomeno" che invece era inesistente.

Cosa concludere?
Nulla, che questo è uno dei motivi per cui i giornali non li legge più nessuno, lo stesso per cui hanno perso credibilità, attendibilità, autorevolezza.
Certo, dipende da loro riacquistarla ma, vedendo il livello di ciò che pubblicano, c'è tanto lavoro da fare.

Nel frattempo, se interessasse a qualche giornale, io avrei un paio di video di un bambino che, subito dopo la nascita, piange. Un pianto dirotto, inconsolabile. Piange. Stranissimo.
O forse normale, visto il livello delle notizie giornalistiche nel nostro paese.

Alla prossima.

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