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L'irrilevanza dei fatti nell'era della post verità.

L’irrilevanza dei fatti nell’era della post verità.

Il fenomeno lo conosco, occupandomi da anni di smentire falsità o analizzare fatti medici poco chiari, quando si va contro l’opinione di un gruppo o del singolo è sempre difficile riuscire a riportare le cose sul piano corretto.
Se smentisco la falsa cura di un ciarlatano (con i fatti intendo, mostrando i trucchi e le manipolazioni compiute da quel guaritore) la reazione non sarà ovviamente un chiarimento o almeno una discussione, men che meno un’ammissione di colpa. Quando una reazione c’è si tratterà di aggressione.
Smentire una cosa, che sia un nostro comportamento ma anche una convinzione, un’idea, un’opinione, è visto sempre come un gesto violento. Se io fossi convinto che l’omeopatia fosse una medicina, inutile leggere le spiegazioni scientifiche, sapere che si tratta di zucchero, apprendere che non c’è nessun principio attivo, non mi interessa, in fondo sono migliorato da un disturbo e per me quella è una cura, a prescindere da quello che dicono gli altri.

Interessante il fatto che non sarà chi mi smentisce a darmi dell’ignorante (o in malafede) ma sarò io a percepire quell’accusa. Se la mia idea fissa si mostra sbagliata dovrei ammetterlo, sembra la soluzione più ovvia, avrò sbagliato per fretta, ignoranza, per presunzione, in ogni caso dovrei ammettere una mia debolezza, una leggerezza o, peggio, la mia disonestà. È facile farlo? Direi di no.

È difficile ammettere di aver avuto opinioni errate, di aver scritto una sciocchezza o cose assolutamente campate in aria.
Per questo è difficile fare divulgazione scientifica o far ragionare chi è convinto che i vaccini siano veleni o che il cancro si cura con i frullati. Mettersi in discussione, ammettere la propria ignoranza, è un gesto di altissima maturità, che richiede, appunto, maturità ma anche autocontrollo, onestà, equilibrio, serenità, doti che non tutti hanno o che non hanno tutte assieme.
Per questo, davanti a un mio post che smentisce le convinzioni di tanti, questi tanti non reagiscono ringraziando o ammettendo di essere caduti in un tranello ma attaccano.
Attenzione. Il comportamento non è sempre volontario, è spesso istintivo (non a caso molti aggrediscono a prescindere, anche violentemente ad una semplice e pacata osservazione), è un’autodifesa, un tentativo di non mostrarsi deboli. Davanti a qualcuno che dice “ti sei sbagliato completamente”, la risposta non è “hai ragione, ho letto bene ed ammetto di essermi sbagliato” ma è una chiusura a riccio, letterale, con aculei compresi.
Chi è più aggressivo insulterà, anche pesantemente, è un modo per “sbattere la porta”, per dire “non mi interessa!”.
Chi è un po’ più controllato farà finta di niente, cercherà scuse, divagherà.
Pochi giorni fa ho scritto un post che spiegava la storia del “rapporto Signum“. Questo rapporto ha indagato l’eventuale presenza di danni ai militari conseguenti a vaccinazioni o contatto con uranio impoverito (io ho parlato solo delle vaccinazioni).
Nei social, su pagine internet, negli ambienti anti vaccino, questo rapporto è stato presentato come prova, dimostrazione evidente dei danni dei vaccini. Secondo molte persone (e persino secondo una commissione parlamentare) nel rapporto era scritto che i vaccini avessero causato gravi danni e persino decessi ai militari vaccinati (ed altre cose, chi fosse interessato legga il post originale).
Falso.
Si trattava di “post verità”.

Numeri alla mano e riportando le esatte parole del rapporto, ho dimostrato come si crea una “fake news“. Nel rapporto infatti non vi è traccia di danni ai militari (men che meno di morte a causa dei vaccini), da nessuna parte. È anzi scritto e ripetuto che i vaccini causano solo lievissime alterazioni, spiegabili con la loro azione e non collegabili a particolari problemi o malattie. In parole ancora più povere, il rapporto Signum dice che i vaccini sono sicuri. Tutto scritto, nero su bianco.

Conclusioni del rapporto Signum: i dati non mostrano esposizione a fattori di rischio nei militari né variazione dei parametri analizzati (pag. 203 del documento)

Semplice.

Potrebbe essere una buona notizia, no? Un bene per tutti.
Oltretutto smentisce proprio gli allarmi diffusi da media ed antivaccinisti.
Così dopo il mio post sul rapporto Signum sono iniziate le reazioni. Escludo quelle positive e i ringraziamenti, ci sono sempre, sono tanti e ne sono felice (se quello che faccio piace sono contento, ovviamente) perché quelle davvero interessanti sono le reazioni negative.
Oltre a chi non ha nemmeno letto il mio post (un utente di Twitter ha scritto che non si fa certo “abbindolare da un sondaggio” dimostrando di non aver dato nemmeno una lettura al volo) le reazioni sono state talmente “nette” da farmi riflettere ed ho pensato di parlarne qui.
Un utente ha risposto al mio post con un video su You Tube, non mi ha smentito o corretto uno o più punti, del mio post non ha parlato, ha risposto con un video su You Tube che parla di danni ai militari con testimonianze personali. Una cosa che non c’entra niente.
Persino alla mia richiesta diretta “dove ho scritto cose sbagliate?” non c’è stata risposta.
Che anche questo è un classico.
E poi chi si arrabbia a prescindere, nessuna considerazione sui dati, nessuna discussione, è allarmante, secondo qualcuno, che si faccia “promozione” (indicando una pagina che mi segnala tra le risorse su internet di promozione alle vaccinazioni, cosa di una normalità assoluta) ai vaccini. Ovvero, sarebbe preoccupante (“inopportuno“!) che qualcuno si prenda la briga di smentire le bufale:

E cosa c’entra il fatto che io sia una “risorsa social” con dei fatti che ho elencato?
Anche in questo caso non c’è stata una smentita a dati o la correzione di una mia affermazione ma un netto rifiuto della realtà. Ciò che non va d’accordo con quello che penso non deve esistere. La persona che ha fatto questa considerazione sarà una mamma? In ogni caso una donna che ovviamente è interessata alla realtà dei fatti? Perché ne ha fastidio?

L’attenzione, se fate caso, è spostata dai fatti, dall’argomento e si concentra su altro, come se in un attimo la discussione non avesse più importanza. Se parliamo di Signum e di danni da vaccino, che c’entrano i “promotori” delle vaccinazioni? E questi “promotori” dicono bugie o la verità? Non è curioso l’atteggiamento di chi parla di pere discutendo di mele?
E poi c’è chi vuole tappare la bocca. Talmente è scioccante, inaccettabile, cambiare la propria idea su un argomento, che non c’è altro rimedio: far chiudere.
Via il messaggero scomparirà anche il messaggio.
🙂

Curioso vero?
A questo stesso utente che chiedeva la ghigliottina ho chiesto di indicarmi dove avrei scritto cose sbagliate, nessuna risposta, è scappato (poi per recuperare mi ha indicato un altro documento, non quello di cui parlo). Le parole di questo utente sono state poi rilanciate da altri utenti e persino da un  politico, un consigliere regionale laziale, noto per le sue posizioni antivaccini.
Non è un caso. Ognuno rilancia le parole di chi conferma le proprie posizioni, anche se sono false, anche se non c’entrano nulla, ognuno difende il proprio fortino, pure a scapito della verità.

Negli anni in cui mi sono occupato di ciarlatani, quando uno di questi mi attaccava (ovviamente insultandomi) per dire che avevo scritto sciocchezze, non c’era nessuna smentita dei fatti riportati o delle mie parole ma solo un attacco frontale, cioè il mio “dire sciocchezze” non era dimostrato, lo si attaccava e basta. Tipico. Puntuale.
Nessun ciarlatano mi ha mai mostrato un dato che io avrei riportato male ma tutti cercano di demolire altro, così da demolire la smentita.
È una tipica fallacia umana.

Se io dico “hai venduto una macchina rotta” e tu mi rispondi “sei un cretino, oggi le macchine costano tanto” la risposta non ha senso, mi stai attaccando su altre cose non stai smentendo la mia affermazione e così, indirettamente, dimostri che, probabilmente, ho ragione, che la tua reazione è solo di rabbia non per riportare i fatti ad un’altra realtà.
Interessante anche la reazione di uno degli autori del rapporto della commissione parlamentare (Ivan Catalano) che si è basato proprio su Signum. Qui c’è anche la “sorpresa finale.
L’ex onorevole Ivan Catalano è uno degli autori della relazione parlamentare (è vicepresidente della commissione) sui danni ai militari da vaccini e uranio impoverito.
Qualcuno gli ha segnalato il mio post. In cinque minuti l’ex politico risponde che si tratterebbe di: “normale attività antibufala del tutto irrilevante“.
Capito?
Uno degli autori del lavoro parlamentare finale, lavoro che incredibilmente capovolge e stravolge le reali conclusioni del rapporto Signum, non entra nel merito, non smentisce le mie parole, non trova dati finti o manipolati, liquida tutto così, minimizza, tipicamente elude il problema: “del tutto irrilevante”.

Cioè l’aver rilevato una totale assenza di danno dei vaccini sui militari, dato opposto a quello diffuso dai media e dalla commissione parlamentare, viene definita, anzi, liquidata come “normale attività antibufala, irrilevante“.
Sarebbe gravissimo, non irrilevante.
Non so se mi spiego.

Ovviamente ho chiesto a Ivan Catalano di riportarmi le pagine del rapporto nel quale si mostrerebbero questi danni e decessi di militari (potrei essermi sbagliato, ci mancherebbe) ma la risposta è abbastanza eloquente:

La risposta è una “non risposta” con annesso, ovvio, attacco personale.
Ho provato ad incalzare ma niente, Catalano divaga e non indica dove sarebbero questi danni ai militari causati dai vaccini e la sua è un’altra non risposta, chiara:

Poi, messo alle strette da altri lettori e barcamenandosi facendo indovinelli e ironia fa capire che bisognerebbe leggere gli atti della sua commissione. Il problema è che la commissione ha dato una lettura opposta a ciò che ha concluso Signum ed è proprio questo di cui discuto: una commissione di parlamentari ha concluso e dato in pasto all’opinione pubblica un documento che arriva a conclusioni opposte a quelle sulle quali dicono di basarsi. Ma lui continua ad essere evasivo e chiude con una grassa risata.

Le stesse risposte, lo stesso atteggiamento che avevano Le Iene quando chiesi spiegazioni sul caso Stamina o certi guaritori quando chiedo conto delle loro manipolazioni. Perché questa superficialità? Perché nessuna risposta sui fatti? Perché il rifiuto di affrontare il problema? Poi ho scoperto che Ivan Catalano, vicepresidente della commissione che ha evidentemente interpretato male e personalmente il rapporto Signum, è il testimonial di un gruppo antivaccinista che vuole una legge “per la libertà di scelta”, gruppo che vede schierate tutte le associazioni antivacciniste italiane. Il cerchio probabilmente si chiude.

O forse si chiude notando come lo stesso Ivan Catalano che minimizza le mie conclusioni, parli ad un convegno organizzato da “Corvelva” (associazione antivaccino) con Massimo Montinari, medico sospeso dall’ordine che cura l’autismo con gli integratori. Ora si capisce meglio il quadro della situazione e cosa significhi “post verita”? O si capisce notando come lo stesso Catalano, che tanto difende questi “danni da vaccino” sui militari basati sul nulla, sia in rapporti con il marito di una signora candidata per “Siamo” il partito fondato da Dario Miedico, medico radiato dall’ordine per le sue affermazioni antivacciniste? La stessa signora che recentemente è salita alle cronache per aver invitato altri genitori ad un “varicella party” (una “festa” per permettere un contagio tra bambini)? Insomma, il rapporto sembra nato da un ambiente per nulla “neutro” ma molto, molto polarizzato.

Chi ha la fissazione (patologica) o l’interesse personale nel dire che i vaccini siano il male non sente ragioni e appare chiaro che, nonostante i dati smentiscano la pericolosità dei vaccini, per lui il mio post di spiegazioni è inutile, perché c’è chi, come Catalano e la commissione parlamentare, ha appoggiato le sue credenze. Così non la accetta e nega, a se stesso e agli altri, la verità. Lo stesso fanno normali utenti che ormai sono immersi nel fango dell’antivaccinismo.
Negare, negare, negare, a tutti i costi. Il problema è che l’ideologia condiziona, come ho mostrato, l’opinione pubblica, i media, le persone, gli interessati. Non è una bella cosa, sono quelle che oggi, con un termine inglese poco elegante, sono chiamate “fake news” che da noi si traduce più o meno come “post verità“.

Lascio a voi le considerazioni.

Un esempio di post verità (leggetene la definizione, calza a pennello) che nemmeno le vittime (gli utenti, i genitori) vogliono ammettere e nemmeno gli autori (uno almeno) vogliono analizzare o rivedere.
Non ho scritto che queste reazioni siano tipiche degli antivaxx o degli utenti più ideologizzati ma, al contrario, sono molto comuni, tutti ci chiudiamo e rifiutiamo una verità che smentisce la nostra, tutti reagiamo con nervosismo quando qualcuno sottolinea o fa notare una nostra mancanza, un difetto, un problema. Non è un bel lato dell’istinto umano perché ci rende vittime di bugie, ci fa diventare manipolabili (seguiamo chi dice ciò che ci piace, non ciò che è giusto), ci rende schiavi di un sistema e ci mantiene immaturi e scollegati dalla realtà.

Il trucco forse è trovare un giusto equilibrio. Capire che se abbiamo commesso un errore è molto più utile e conveniente (proprio per noi!) accorgercene e rimediare. Se chiudersi a riccio ed aggredire è umano, è molto più conveniente riaprirsi e correggere l’errore. Sta ad ognuno di noi approfittare di queste opportunità. Con i commenti successivi al mio articolo ho potuto distinguere la persona veramente interessata da quella ideologizzata, quella corretta da quella disonesta. Ho avuto la conferma sulla disonestà intellettuale di alcuni, che già sospettavo e, al contrario, mi sono stupito piacevolmente per l’onestà di altri, che pensavo estremisti e che invece hanno ammesso di aver preso un abbaglio.
Da questa storia ho imparato tante cose, come mi era già capitato altre volte e allora forse raccontarla può servire anche a voi. Capire che la realtà dipinta da media ed opinione pubblica non è sempre quella vera e che se volessimo farci un’idea reale e più aderente possibile ai fatti, è sempre meglio cercare la fonte delle notizie e, se il caso, cambiare idea, non restare fermi nelle proprie posizioni anche se sbagliate.

Io parlo di medicina ma probabilmente questo si può estendere in tutti i campi.

Sarà una sciocchezza ma la trovo interessante, da approfondire e, per certi versi, affascinante, per questo l’ho raccontata.

Alla prossima.

Signum: la verità va oltre la propaganda.

Signum: la verità va oltre la propaganda.

Qualcuno di voi ne avrà sentito parlare.
Sono uscite, qualche giorno fa, le conclusioni di una commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito e sui vaccini usati nell’ambito militare. In pratica si sono indagati eventuali danni o problemi causati dall’uranio impoverito (usato per le munizioni) o dalle vaccinazioni che si fanno ai militari. Dell’uranio non discuto perché non è questo l’argomento che mi interessa, dei vaccini sì.
Si è sparsa la notizia (allarmante) che i vaccini avrebbero causato ai militari dei danni e che, per questo motivo, sarebbero opportuni test prevaccinali (esami per vedere se i vaccini possono essere fatti) e l’esecuzione di vaccinazioni singole, massimo cinque. Tutto confermato, anzi, certificato da una commissione d’inchiesta. Ovviamente queste notizie sono state cavalcate dai terroristi antivaccino e molti genitori si sono chiesti cosa ci fosse di vero. Proviamo a capirlo assieme.

Cosa si è detto, cosa si è letto

Le vaccinazioni ai militari, questo è uno degli argomenti trattati da un’indagine governativa: farne tante e tutte assieme sarebbe pericoloso per i soldati. Se così fosse l’allarme sarebbe reale. Se è pericoloso vaccinare i militati (adulti) cosa succede nei bambini? Se è pericoloso usare 5 vaccini, cosa succede a farne 6, 12 o 20? I vaccini poi sarebbero stati causa di malattie, morti, tumori, tutto coperto e non diffuso dai vertici militari e tutto riportato in molti siti e riviste on line.

Malattie e decessi causati dai vaccini. Così su internet si parla del progetto Signum

Troppi vaccini? Ecco le “gravi conseguenze”.

Così tra genitori e mamme si sono diffuse paure esagerate.

In un’epoca in cui si parla di “post verità” e di “fake news” quello che è successo è secondo me molto interessante. Si tratterebbe delle conclusioni di un rapporto di una commissione di esperti. Insospettabile dunque e, per questo, le conclusioni sarebbero ancora più preoccupanti. Il rapporto (si chiama rapporto “Signum“) è disponibile pubblicamente.

Cosa ha percepito il pubblico?

Ho provato così a fare un piccolo esperimento sociale chiedendo ai lettori della mia pagina Facebook cosa ne pensassero e cosa sapessero di questo rapporto.
Ho creato così un questionario dal titolo:

“Rapporto Signum: uranio impoverito e vaccini nei militari”

Che prevedeva tre risposte:

  • 1) Ricordate dove ne avete sentito parlare?
  • 2) Cosa dice il rapporto a proposito delle vaccinazioni?
  • 3) Sei sicuro di queste conclusioni (sì/non del tutto/no)?
Ed ecco le risposte (non hanno valore statistico o scientifico ma solo conoscitivo). Ho escluso le risposte incomplete o non chiare. Ho escluso chi invece di rispondere ha commentato o espresso un’opinione generale. Credo che il risultato sia molto interessante e ci dica molto sul rapporto tra informazione e chiarezza della stessa, senza dimenticare che si tratta di una commissione dello stato italiano e quindi la mancanza di chiarezza, i dubbi, le perplessità potevano essere chiarite dallo stesso stato che invece non lo ha fatto e quindi è complice di tanta confusione. Andiamo alle risposte.
Ricordate dove ne avete sentito parlare?
– Internet: 36
– Facebook: 27
– Amici/Parenti: 7
– Giornali: 3
– Televisione: 2
Cosa dice il rapporto a proposito delle vaccinazioni?
– Che i vaccini hanno causato danni/malattie/tumori: 51
– Che i vaccini sono sicuri: 15
– Che i vaccini hanno causato anomalie immunitarie o genetiche: 9
Sei sicuro di queste conclusioni?
– No: 47
– Si: 13
– Non del tutto: 11

Sondaggio simile l’ho fatto su Twitter.

Hai mai sentito parlare del “rapporto Signum”? Si tratta di un’inchiesta che studia le conseguenze delle vaccinazioni (ed altro) sui militari. Se ne hai sentito parlare, ti ricordi cosa ne sai sulle conclusioni? Cosa hanno causato i vaccini nei militari?

Con questi risultati (200 voti):

– Danni molto gravi: 3%
– Tumori: 4%
– Malattie di vario tipo: 6%
– Nessun danno particolare: 87%

Interessante, vero?
La maggioranza di chi mi segue su Facebook ha saputo del rapporto Signum da internet e da Facebook, pensa che le conclusioni siano state che i vaccini abbiano causato danni o malattie ai militari ed in particolare dei tumori (citate le leucemie ed i linfomi) però non è sicuro di questa conclusione. Su Twitter il risultato è diverso: la maggioranza assoluta sostiene che il rapporto non evidenzia nessun danno particolare dei vaccini sui militari ma resta un 13% di persone che ha percepito che i vaccini avrebbero causato danni, tumori o malattie nei militari.

Questo è quello che ha percepito il lettore, il pubblico. È interessante un’altra cosa: il pubblico delle mia pagine social è, per ovvi motivi, più portato alle posizioni scientifiche ed a prendere le distanze da quelle antivacciniste o complottistiche. Potrebbe quindi non stupire il risultato del non aver creduto fino in fondo alle conclusioni del rapporto Signum ma notate come, nonostante questo, molte persone abbiano percepito che, dal rapporto, siano stati evidenziati rischi o addirittura malattie per i militari vaccinati.

Le conseguenze

Ma come stanno le cose? Cosa è successo?
Gli antivaccinisti hanno gridato allo scandalo. In effetti la cosa è molto strana, una situazione che capovolgerebbe tutte le conoscenze scientifiche di oggi non è nemmeno considerata. Censura? Complotto?
Le associazioni antivaccino hanno chiesto di parlare di questo scandalo. Ma com’è possibile che gli studi dicano che i vaccini sono sicuri mentre questo “dossier” dica il contrario? Com’è possibile che i medici dicono che vaccinare è un atto importante, sicuro ed utile mentre Signum no? Come mai la scienza dice che non esistono test prevaccinali mentre la commissione dice che bisogna farli?
C’è da dire che una commissione d’inchiesta ha analizzato questi dati e poi ha cercato di completarli controllando negli anni i militari inizialmente seguiti. Non è riuscita a farlo (rinunciando a dare quindi una risposta definitiva e sufficientemente attendibile) perché progressivamente i militari hanno rinunciato ai controlli per vari motivi, riducendosi ad un numero irrisorio (poco più di 90).

Questo episodio mi ha fatto riflettere molto sulla situazione attuale e sull’informazione che abbiamo in Italia. In pratica ormai si discute con il “passaparola”, con le insinuazioni ed i “si dice“, si ragiona, come si suol dire, “leggendo solo il titolo”. Non si approfondisce, non si analizza la notizia, non si va direttamente alle fonti. Così può essere scritta qualsiasi verità e persino le menzogne o le calunnie, basta che facciano il gioco di qualcuno, possono trasformarsi in verità. Il pubblico può essere manipolato e convinto di qualcosa che non c’è.
È quello che si definisce propaganda. Si ragiona e si discute non dei fatti, non dei dati oggettivi ma di quello che qualcuno, per suo interesse evidentemente, trasforma.
Se un dossier governativo dice che i vaccini fanno male (agli adulti!) perché nessuno blocca le vaccinazioni che quotidianamente facciamo ai nostri figli?
Ed io che ho vaccinato mio figlio, ho fatto la cosa peggiore che potessi fare? E i miei studi? I libri? Attenzione, non stiamo parlando dei deliri di un pazzo o delle insinuazioni di un antivaccinista ma di un dossier ufficiale, scaturito da indagini durate molti anni. Perché nessuno ci dice che i vaccini fanno male?
Quale risposta a questa terribile domanda?

I fatti, non le opinioni, sono la verità.

Beh, la soluzione è più semplice di quella che si pensa: da nessuna parte nel rapporto è scritto che i vaccini farebbero male, da nessuna parte che fare molti vaccini sarebbe pericoloso.

Non ci sono danni evidenti né particolari allarmi sulle vaccinazioni. Come si fa a capirlo? Basta leggere. Ricordate cosa dicevo quando svelavo il trucco di un ciarlatano? Il referto falso, la finta guarigione, i dati manipolati, tutto si scopriva nel modo più semplice: leggendo ma alla fonte.
Leggiamo che una commissione avrebbe scoperto danni spaventosi dei vaccini e ci accontentiamo ma chi si prenderà mai la briga di controllare i dati dai quali la commissione avrebbe raggiunto questa conclusione? Pochissimi.
Chi leggerà un documento di 200 pagine per confutare chi parla di “gravi danni dei vaccini” solo per sparare a zero sulle vaccinazioni?
In questi giorni ho letto diverse persone che dicevano proprio questo: “danni gravi dai vaccini, lo dice anche un rapporto di esperti” ma quando ho chiesto se avessero letto il rapporto la risposta è stata no, sempre.
Avete presente il gioco del “passaparola”? La frase iniziale si trasforma ad ogni passaggio diventando completamente diversa alla fine.

Quel documento, a quanto pare, è stato letto da pochissime persone.
Come si potrebbe fare d’altronde, visto che quel documento è lungo (200 pagine!) complicato e tecnico?
Già.
Orwell lo aveva previsto, viviamo l’epoca della post verità. La realtà non è quella che è, non è guidata dai fatti ma viene trasformata, diventa un romanzo nel quale ognuno scrive le parole che vuole Allora provo a spiegarvi io, che quel dossier l’ho letto, cosa ha trovato la commissione sui vaccini e cosa dice il rapporto Signum. Ho provato quindi a schematizzare e riassumere tutto il dossier per renderlo comprensibile, allegando le immagini riprese direttamente dal rapporto (per mostrare che quanto dico non è mia “opinione” ma è un fatto oggettivo, scritto nero su bianco) spero sia un lavoro che servirà a tanti per chiarirsi le idee.
Il rapporto Signum dice che:
1) Sono stati eseguiti degli esami di vario tipo nei militari. 982 militari impegnati in Iraq nel 2004 e nel 2005.

2) Questi esami, per controllare eventuali danni provocati sui militari dai vaccini, dovevano cercare la presenza di alterazioni ossidative del DNA (sono modificazioni che mostrano un danno progressivo delle nostre cellule avvengono normalmente nel nostro organismo, già per il solo fatto di vivere), presenza di cellule con “micronuclei” (piccole formazioni dentro la cellula che si rinvengono in particolari condizioni) e di “addotti del DNA” (ovvero di frammenti di DNA che si legano, si uniscono a varie molecole estranee, per esempio un gas o un metallo). Tutti questi elementi avrebbero dovuto accertare l’eventuale pericolosità dei vaccini (la presenza di questi danni, poteva far sospettare un coinvolgimento delle vaccinazioni ai militari).

3) La ricerca di addotti del DNA ha mostrato un livello normale, quello conosciuto nella popolazione generale.

4) Sono state trovate alcune alterazioni ossidative, di entità modesta. Queste non sono legate ad una sostanza particolare e non hanno origine da qualche elemento conosciuto, ci sono e basta, non ne conosciamo l’origine, queste alterazioni sono più alte con l’aumentare dell’età dei militari. Hanno comunque una frequenza molte volte inferiore a quella riscontrata quando si è esposti a inquinanti noti (come il fumo o esposizioni a sostanze tossiche).

5) Queste alterazioni sono presenti nei militari che hanno fatto più di 5 vaccini. In quelli che lavorano all’aperto, in chi si espone al Sole, in chi ha un ritmo sonno-veglia alterato, in chi fa attività fisica, in chi ha reazioni immunitarie ed altri. In pratica non sono alterazioni legate solo alle vaccinazioni o legate ad esse in maniera inaspettata o specifica ma a tutta una serie di attività di vario tipo, anche quotidiane.

6) Sembra che queste alterazioni siano “fenomeni adattativi“, ovvero l’organismo, in risposta a varie attività (quelle sopra, dall’attività fisica alle vaccinazioni fino all’esposizione al Sole) mostra queste alterazioni.
Nel caso dei vaccini si tratta delle attese risposte (l’induzione dell’immunità) che avvengono dopo la vaccinazione.

7) Le alterazioni di cui si parla sono le stesse che avvengono ogni giorno, in tutti gli esseri viventi, semplicemente vivendo, dal momento della nascita. Camminare, ragionare, fare una qualsiasi attività, causa alterazioni ossidative del nostro DNA. Conseguenza, come riporta lo stesso dossier, del normale invecchiamento. Ovviamente “azioni” stressanti aumentano queste alterazioni. Proprio come mostrato nel rapporto. L’attività fisica, lo stress, i farmaci, perdere sonno o attività impegnative (lo sforzo fisico, ad esempio) possono aumentarle ma è una conseguenza inevitabile, è il segno della risposta dell’organismo alle cose.
8) Sono state trovate in particolare alterazioni di alcuni tipi di cellule in chi faceva alcuni vaccini in numero superiore a 5 ma queste alterazioni erano presenti in pochissime persone e quindi non considerate significative.

9) Le reazioni ossidative del DNA (che, ribadirlo è utile, si sono rivelate modeste e sono state riscontrate in una piccola frazione di persone, circa il 4%) sono probabilmente dovute, come riporta lo stesso dossier Signum, al “rilevante carico psico-fisico e climatico a cui i partecipanti della missione sono stati sottoposti.”. Lo stress e l’alterazione del ritmo sonno-veglia sono le cause probabilmente più importanti di alterazioni ossidative notate. Lo stesso l’aumentata presenza di micronuclei (piccole strutture che si notano in varie alterazioni della cellule, dai tumori ma anche in alterazioni immunitarie, carenze vitaminiche, esposizione a radiazioni ed altro).

10) Le vaccinazioni nei militari sono fatte senza controllare lo stato immunitario precedente.
Mentre un bambino sicuramente non è stato vaccinato e non ha preso la malattia, lo stesso non si può dire di un adulto perché nei militari non è richiesta particolare documentazione riguardante il loro stato medico. Nonostante si sappia che un’eventuale vaccinazione ripetuta non causi particolari problemi, sarebbe forse il caso di controllare, prima della vaccinazione, se il militare avesse o meno contratto la malattia per cui si vuole fare la vaccinazione o avesse già fatto una vaccinazione. In pratica fare gli esami per vedere lo stato vaccinale del militare.
Sono questi gli “esami prevaccinali” di cui parla il dossier Signum.

11) Le alterazioni notate non sono un fattore di rischio singolo (cioè da sole, così come sono) per malattie tumorali o degenerative. Nel dossier è scritto (pag. 131):

“Il solo incremento di alterazioni ossidative non costituisce di per sé un fattore di rischio per patologie oncologiche o cronico-degenerative”.

E i metalli? Quante persone (impreparate) hanno gridato all’allarme metalli nei vaccini…eppure anche nel rapporto Signum si dice una cosa interessante, nessun collegamento tra alterazioni riscontrate e metalli analizzati:

Notate per caso allarmi o gli stessi toni drammatici che avete letto a proposito di questo dossier?

Non c’è evidenza di malattie, problemi di salute, malformazioni, alterazioni di organi o funzioni causate dai vaccini. Non c’è nessuna evidenza che la vaccinazione, il numero di vaccini o il loro, tipo, possano causare problematiche inaspettate, impreviste, esagerate o dannose per la salute.
È scritto tutto nero su bianco.
Basta leggere.

La post verità: basta leggere per capire.

Se proprio fosse stato mio compito interpretare i dati risultati dall’inchiesta, avrei sottolineato probabilmente la necessità di non sommare i fattori di rischio (il militare è già sottoposto a stress psicofisico, se poi fumasse o si alimentasse male potrebbe peggiorare il suo stato di salute), curerei l’alimentazione, cercherei di fare attenzione a turni ed attività pesanti, userei alcuni giorni di riposo durante le vaccinazioni e così via. Non ho letto elementi particolarmente allarmanti. La cosa più importante però, che nessuno ha sottolineato e che, nonostante questi dati non siano di alto valore scientifico, emerge chiaramente, è che le vaccinazioni, anche ripetute, non mostrano effetti collaterali importanti e che persino in una popolazione sottoposta a stress, come quella militare, non si notano particolari danni cellulari.
La curiosità è nel fatto che la “post verità”, stavolta usata dagli antivaccinisti e dai siti complottistici, ha trasformato l’ennesima prova della sicurezza dei vaccini in “prova del danno”, con l’aggiunta di toni allarmistici e drammatici, questo mi ha spinto ad approfondire ed a studiare il rapporto.

Spero di aver chiarito le idee a chi aveva qualche dubbio o perplessità alla notizia di questo rapporto. Non è facile avere il tempo per leggere 200 pagine ma ho provato a farlo e per l’ennesima volta ho avuto conferma di un concetto semplice e chiaro: se hai un dubbio non ti fidare di ciò che ti dicono ma vai a controllare personalmente.

Il “basta leggere”, come detto, è quello che dicevo anni fa, quando ho iniziato a scrivere in questo blog analizzando le finte guarigioni dei ciarlatani. I trucchi non erano difficili o nascosti, erano lì, sotto gli occhi di tutti, bastava semplicemente un po’ di spirito critico e di osservazione.

La verità è lì fuori che aspetta quindi, cercatela e, se proprio non la trovate non diffondete le bugie perché è questo che alcuni vogliono.
Alla prossima.
Vaccinofobia

Vaccinofobia

Quando si parla di vaccini, ormai sembra inevitabile, spesso tutto si riduce in una rissa.
Chi urla che vaccinare è pericoloso, chi insulta chi lo sostiene. Chi dice che chi non vaccina è uno stupido, chi si dice disposto a tutto pur di non vaccinare.
Il vero problema è che un argomento medico serio, difficile ed importante come quello delle vaccinazioni non dovrebbe essere trattato così ma è difficile.

Non ho le competenze per sapere quale sarebbe il modo migliore per trattare l’argomento ma ho l’esperienza che mi consente di tracciare il ritratto della persona che si scaglia contro i vaccini. Non chi ha dubbi o chi è seriamente intenzionato ad informarsi ma chi è contro “a prescindere“, per partito preso, per tifoseria.

Si tratta di un fenomeno che bisogna conoscere per affrontarlo. Che chiunque si avventuri nelle discussioni sul tema deve conoscere perché può disorientare. Chi non ne è al corrente, spesso, ne resta stupito.

Parlo della vaccinofobia.
Si tratta di un fenomeno esistente da tempo, da quando sono stati inventati i vaccini. La vaccinofobia è la paura incontrollata, estrema, irrazionale, delle vaccinazioni. All’argomento sono stati dedicati, studi, libri, ricerche, probabilmente perché è un argomento interessante e che si estende ad altri ambiti della salute. È proprio ad uno di questi testi che mi sono ispirato per scrivere questo post, l’ho trovato interessante e quindi ne riporterò le osservazioni, che trovo anche affascinanti.
La vaccinofobia nasce nel momento esatto in cui nacquero le vaccinazioni. È un disturbo simile ad altre fobie la cui incidenza può cambiare nel tempo e nelle epoche. Ad esempio, la vaccinofobia è molto frequente nei genitori con figli e tende a scomparire quando la possibilità di vaccinarsi è rivolta alla stessa persona.
Sono state chiamate in causa diverse ragioni che alimentano e promuovono il terrore dei vaccini ed in questo periodo che vede i vaccini come argomento sociale, alcune di queste sono evidenti. Si potrà notare, ad esempio, che la vaccinofobia è più spiccata in alcuni periodi, meno in altri e questo probabilmente dipende proprio dalle cause che la alimentano.
Analizziamone qualcuna.
Sensazionalismo
Dicono gli americani: “if it bleeds it leads” cioè “se sanguina comanda”, come per dire “se è qualcosa di evidente tutti lo vedranno”, riferito alle notizie sparse dai media. Fa molto più scalpore un omicidio in pieno centro rispetto ad una vita salvata al pronto soccorso. È molto più seguito un notiziario che parla di una morte efferata rispetto ad uno che racconta il salvataggio di una persona che stava annegando. Sembra che le persone siano affascinate dalla violenza, dal dramma, dal dolore, una considerazione che era fatta quasi esclusivamente per il pubblico americano ma che oggi si è diffusa per quello di tutto il mondo. Il sensazionalismo vince. L’esempio principe, a proposito di vaccini, è quello di Andrew Wakefield, quando pubblicò un piccolo studio che notava come in un gruppo di bambini autistici ritrovò anticorpi antimorbillo nel loro intestino. La storia mostrò come Wakefield realizzò un falso studio, con dati manipolati ed inventati (e per questo fu radiato dall’ordine dei medici) ma in pochi giorni la notizia diventò per i media inglesi, la “prova” che i vaccini fossero causa di autismo (anche se lo studio non arrivava a questa conclusione), tutti i giornali uscirono con titoli drammatici e che esageravano sia i dati che le conclusioni dello studio stesso. Gli accenni ai dati che smentivano queste conclusioni erano appena sussurrati e le persone, dimenticando i particolari, ricordavano solo i titoli sensazionalistici che concludevano, appunto, che i vaccini fossero causa di autismo. Questo succede anche oggi. Un titolo come “muore dopo la vaccinazione”, nonostante non significhi nulla (e descriva solo un collegamento temporale, nessuno userebbe un titolo come “muore dopo aver letto il giornale“, è stupido, esattamente come nel caso del vaccino), fa concludere al grande pubblico che il vaccino sia, in qualche modo, collegato a quella morte. Molto raramente i media correggono il tiro, la notizia che “scagiona” il vaccino non sarà mai riportata o le sarà riservato un trafiletto in un angolo del giornale. Non fa notizia.

Esagerazione

Dare spazio ai “dissidenti” è sempre stato considerato un atto dovuto. Una voce “contro” fa molto più rumore di cento voci “a favore”, questo succede in qualsiasi contesto. Così, anche in campo vaccinale, un genitore “contro i vaccini”, un gruppo “contro i vaccini”, saranno molto più al centro dell’attenzione di tutti gli altri “a favore dei vaccini” (anche se “contro” e “a favore” non sarebbero i termini corretti ma sono spesso quelli più utilizzati), nonostante questi siano l’assoluta minoranza della popolazione.
I media fanno sentire le voci “contro” perché creano la storia, sceneggiano una notizia di cronaca. Il genitore “contro” è quello che darà la possibilità agli altri di intervenire, di esporre le proprie tesi, di creare la puntata del talk show o il servizio televisivo. Immaginate un talk show nel quale intervengano solo tre scienziati che raccontano la storia dei vaccini, i loro benefici ed i tempi per le vaccinazioni, probabilmente li ascolteranno in pochi, qualcuno si annoierà e tanti cambieranno canale. Avere invece un genitore che urla, uno che piange, uno che mette in mostra un figlio invalido (anche se l’invalidità non c’entrasse nulla con i vaccini) configura una telenovela che tutti seguiranno con interesse, spesso prendendo a cuore una o l’altra posizione, parteggiando per una delle due parti, quindi diventando parte della telenovela. Questo porta direttamente ad un’altra causa della vaccinofobia:

Falso equilibrio

Il primo dovere dei media e dell’informazione dovrebbe essere quello di riportare notizie e considerazioni in maniera equilibrata. Purtroppo non va quasi mai così. Nelle tramissioni televisive, per le ragioni che ho spiegato prima, si tende a mettere sullo stesso piano persone che i vaccini li conoscono e li studiano per mestiere con altre che li conoscono male, che ne sentono parlare in ambiti già condizionati o che prendono informazioni su fonti senza controllo. In inglese si chiama “false balance”. Noto il caso in cui, in una trasmissione televisiva, invitarono a parlare di vaccini un virologo ed un DJ o l’altro in cui, in un giornale, apparve un’intera pagina dedicata all’intervista ad un’esponente di un movimento antivaccini ed un trafiletto al direttore di un importante ente sanitario. In pratica si considerano identiche due posizioni che identiche non sono. Nessuno affiderebbe la riparazione della propria automobile ad un gelataio, nessuno salirebbe su un aereo guidato da un medico mentre i media affidano l’informazione medica a chiunque, ritenendola attendibile esattamente come quella di chi è competente.
Questo fenomeno ne crea un altro, la “fintoversia“. Mettendo sullo stesso piano due affermazioni delle quali solo una ha attendibilità scientifica, si lascia intendere allo spettatore che, sull’argomento, la scienza sia divisa, incerta, quando la realtà è ben altra. Una controversia inventata, una finta controversia.
Per questo motivo si mettono sullo stesso piano medici che aderiscono pienamente al metodo scientifico con altri che diffondono ciarlatanerie, pseudoscienza, truffe: sempre medici sono, anche se ragionano ed agiscono in maniera opposta.


Aneddoti personali

Per costruire il dramma e per i motivi detti prima, l’aneddoto personale, la storia intima, drammatica, coinvolgente, ha sempre un successo enorme e questo i media lo sanno.
Portare alla ribalta un “danneggiato da vaccino” coinvolgerà il pubblico, immedesimerà le mamme, la sofferenza dei suoi genitori sarà la sofferenza di tutti.
Poco importa se quel “danneggiato” è in realtà ammalato di una malattia genetica che nulla ha a che fare con le vaccinazioni, poco importa se si strumentalizza un bambino e poco importa se è scorretto un comportamento del genere (che di certo non aiuta a giudicare in maniera equilibrata). Se si portassero alla ribalta tutti i “danneggiati” da malattia (quelli morti non possono partecipare, purtroppo) non basterebbero due studi televisivi ma subire conseguenze da una malattia è “normale”, “succede”, non fa notizia. Pensate al recente successo sportivo di Bebe Vio, una ragazza che, colpita dalla meningite, ha iniziato a fare scherma e con questo vincere molte competizioni. Essendo un esempio di caparbietà e coraggio, Bebe è presto diventata un personaggio pubblico ma questo non ha impedito a molte persone di attaccarla, insultarla ed accusarla di volere sfruttare la sua disabilità, come fosse una colpa. Eppure, mentre Bebe la “sfrutta” in senso positivo, incoraggiando e diventando un esempio, c’è chi la sfrutta per ottenere denaro, passare per vittime ed aggredire gli altri. Per questo l’aneddoto personale, a prescindere dalle motivazioni, non dovrebbe essere mai un argomento di discussione.

Starlette opinion

Se si vuole dare una diffusione rapida e decisa ad una opinione bisogna trovare un testimonial. È per questo che, in alcuni casi, anche in Italia è stato chiesto un parere sui vaccini a cantanti, ballerini, DJ ed artisti. Nonostante sia ovvio che un artista abbia poco a che vedere con i vaccini, le parole di un personaggio noto alla massa possono servire a diffondere un pensiero. Non a caso una spinta importante ai movimenti antivaccino statunitensi è stata data da un attore (Jim Carrey) ed una ex modella (Jenny McCarthy).

Lobby antivaccino

Per lobby antivaccino si intendono quei gruppi, organizzati o meno, che svolgono attività regolare, organizzata ed attiva contro ogni forma di vaccinazione. Il principale scopo di queste lobby è il guadagno, realizzato in diversi modi (da indennizzi da presunti danni dei vaccini a “cure” o strumenti di diagnosi sempre di presunti danni). La lobby usa argomenti falsi, pretestuosi o strumentalizzati per creare un clima di diffidenza e paura nei confronti della vaccinazione, diffonde l’idea che le istituzioni di tutto il mondo siano unite in un complotto contro la popolazione, spargono vere e proprie bugie che causano paure ed ansie nei genitori che pensano di vaccinare i figli e questo per “avvicinare” queste famiglie. Esistono associazioni, comitati, gruppi a decine che ufficialmente lottano per un obiettivo comune ma che in realtà sgomitano per un posto al sole (che significa più associati, più soldi, più voce in capitolo), non per niente tra questi gruppi sorgono spesso discussioni, scontri e persino aggressioni. Sono pochissimi gli addetti ai lavori che fanno parte di queste lobby (in Italia una decina) che sono formate per la quasi totalità da persone interessate ai guadagni in denaro (avvocati, genitori in cerca di indennizzi, ciarlatani che dicono di avere scoperto cure particolari ed altri).
La vaccinofobia è uno degli scopi di queste associazioni.

Volpi e volponi.

Esistono diversi personaggi che gravitano attorno al mondo della vaccinofobia e che hanno uno scopo abbastanza chiaro: guadagnare soldi con le paure dei genitori. Esistono laboratori privati che annunciano di aver scoperto gravi contaminazioni dei vaccini (ma che non riescono a dimostrarlo) e che chiedono soldi per poter proseguire queste inutili ricerche, altri che eseguono degli esami “prevaccinali” (inutili, non esistono esami “prevaccinali” che abbiano un significato serio) ed altri che diagnosticano, con test inattendibili come quello del capello, presunte “intossicazioni da vaccini” (che non esistono), gli stessi vendono ovviamente la cura per “disintossicarsi”.
Questi personaggi, molto furbi e subdoli, circuiscono i genitori, coltivano le loro ansie e paure, creano un clima di dubbio e diffidenza per stringere questi genitori a loro. Si tratta di semplici venditori che hanno visto, nei genitori affetti da vaccinofobia, dei polli da spennare.

Il titolare di un laboratorio privato minaccia i genitori di tremende conseguenze se non gli arriveranno donazioni, soldi, insomma.

Disinformazione

C’è poca cultura in genere e soprattutto informatica. Le persone hanno grandi difficoltà a distinguere e selezionare le informazioni serie (e soprattutto vere) da quelle scadenti (o false) e le mettono spesso sullo stesso piano. Esistono centinaia di siti che diffondono false notizie, vere e proprie bufale o fanno attivismo contro le vaccinazioni e questi siti sono difficilmente distinguibili da quelli che provano a fare buona informazione. Gli

Per concludere.

Nessun obbligo, nessuna sanzione e nessun discorso riuscirà mai a convincere una persona affetta da vaccinofobia.
Non si tratta di una paura razionale (altrimenti gli stessi individui sarebbero terrorizzati dalle malattie, ben più reali e pericolose), è incontrollabile ed incrollabile. Le persone affette da vaccinofobia hanno una vera e propria avversione per i vaccini. Sono realmente convinti, ormai permeati da quei fenomeni di cui ho parlato, che i vaccini siano sostanze velenose, pericolose, dannosissime. Non hanno nessuna concezione dei pericoli reali delle malattie mentre respingono totalmente la possibilità di vaccinare. È una fobia come altre.

Questi genitori dovrebbero essere affiancati in un percorso di formazione ed informazione, coinvolgendoli nelle scelte scientifiche e mettendoli a contatto con la realtà per contrastare il loro distacco dai fatti reali che fa percepire come “rarissimi” i rischi da malattia e come “frequentissimi” i rischi dei vaccini. Dovrebbero essere messi al corrente delle truffe che compiono i loro “guru” spiegandone furbizie, trucchi e desiderio di fama e denaro.
Le loro scelte, fatte per un’errato senso di “protezione” nei confronti dei figli, dovrebbero essere frutto di informazioni oneste, corrette, equilibrate, cose che non succedono nel mondo degli antivaxx.

Per quanto riguarda chi alimenta queste paure e guadagna da esse servirebbe semplicemente un serio intervento della giustizia e delle istituzioni, le leggi esistono, ciarlataneria e diffusione di notizie allarmanti restano reati che bisognerebbe perseguire ma forse è chiedere troppo ad un paese più impegnato ad imporre che a spiegare.

Alla prossima.

Che male vuoi che faccia? Complotti e salute.

Che male vuoi che faccia? Complotti e salute.

Ormai è un argomento attuale, le chiamano “fake news”, “post verità” o più semplicemente “bufale“.

Sono le false notizie, diffuse spesso dai social network ma non solo (ultimamente anche carta stampata e televisioni non hanno evitato brutte figure) e che possono riguardare anche il tema della salute.
Per anni (decenni) questo problema è stato sottovalutato. Quando scrivevo dei guaritori che convincevano i malati ad abbandonare la medicina per affidarsi a false cure, in tanti mi dicevano “ma lascia stare, tanto non li convinci” oppure “che male vuoi che faccia, se uno è destinato a morire, almeno muore convinto di aver provato”. Questa opinione, ad alto contenuto di cinismo, non era così rara e tra quelli che la pensavano così c’erano pure miei colleghi medici: “chi te lo fa fare, lasciali stare”.
Poi i vaccini: causa di tutti i mali, dall’autismo al diabete, per anni le bufale hanno attraversato la società indisturbate, senza che nessuna istituzione si prendesse la briga di fare qualcosa. Quando scrivevo di bufale sui vaccini, anche qui, in tanti mi dicevano “è inutile, tanto sono pochi quelli che non si vaccinano, ci saranno sempre”.
Poi sono iniziati i morti, persone con malattie gravi morte dopo essersi curate con sciocchezze, ciarlatanerie, sono morti anche dei bambini e delle persone fragili per malattie infettive prevenibili con la vaccinazione e qualcosa si è  mosso.
Qualche istituzione (vedi alcuni ordini dei medici) ha iniziato (finalmente…) a prendere provvedimenti contro quei medici ciarlatani che diffondevano false notizie per fare qualche soldo e persino alcune testate giornalistiche si sono affrettate ad occuparsi del problema.
Troppo tardi? Chi lo sa.
Ora però si pone un altro problema. Anni di cultura del sospetto, anni nei quali ci sono state persone cresciute con una mentalità debole, complottista, paurosa, acritica, sospettosa del prossimo e delle istituzioni, hanno creato gruppi di persone assolutamente incapaci di distinguere la realtà dalla menzogna, la vera notizia dalla falsa, la scienza dalla ciarlataneria e queste persone, ormai non più ragazzini, iniziano ad occupare i banchi del governo, gli uffici, iniziano ad essere professionisti: avvocati, magistrati, medici, ingegneri. Le false notizie sono divulgate da giornali, televisioni, siti istituzionali. Ci sono comuni italiani che danno il patrocinio a convegni di ciarlatani dicendo di voler fare “corretta informazione”, ci sono associazioni di consumatori che diffondono il film di Andrew Wakefield in nome di una inopportuna “informazione”, come se per informare sulla pedofilia facessimo vedere l’archivio foto di un pedofilo, perché è giusto capire il suo punto di vista.

Abbiamo cresciuto una generazione di paranoici dentro una popolazione ignorante.

Sì, il complottismo ha fatto male.

Negli anni passati un governo (quello sudafricano) ha creduto alle parole di un pazzo complottista che sosteneva la non esistenza del virus dell’HIV (quello che causa l’AIDS). Questi pazzi ci sono anche da noi e ricevono persino l’aiuto di istituzioni e strutture pubbliche, tanto per non farci mancare nulla ma in certi paesi l’AIDS è più di una piaga e non ha certo bisogno di guaritori o malati di mente. Se nessuno li ferma però, anzi, se pure le istituzioni li aiutano, i danni che possono fare sono immensi. In Sudafrica, ad esempio, nel 2000, ci fu un presidente della repubblica (Thabo Mbeki) che negava (chissà in base a quali letture disinformanti) il nesso tra virus dell’HIV e AIDS (per lui il virus non esisteva e quindi la malattia era semplicemente il risultato di una vita dissoluta). Tra le sue simpatie alcuni medici “dissidenti” (altri complottisti, anch’essi negavano senza averne prova, il nesso tra AIDS e HIV) che decise di riunire in una sorta di commissione di studi.
Per questi medici, fortemente sostenuti da quel governo, diffondere l’idea tra la popolazione che non bisognasse più assumere i farmaci che servivano per mantenere stabile la malattia fu un gioco da ragazzi.

Non contento, il presidente nominò quale ministro della salute un suo amico anch’egli fortemente ignorante e complottista che in breve cominciò ad eliminare dagli ospedali i farmaci antiretrovirali (quelli che servivano per la malattia) sostituendoli con integratori, erbe, succo di limone e aglio.
In quegli anni praticamente tutta la popolazione, fu convinta (con le buone o le cattive, visto che i medici che invece mettevano in guardia da quanto stava succedendo erano accusati, licenziati ed anche processati con varie scuse) che fosse realtà il fatto che l’AIDS si curasse con le erbe e che il virus dell’HIV fosse un’invenzione dei poteri forti.
Ovviamente i malati iniziarono a morire. Se prima sopravvivevano per molti anni e le loro condizioni di salute fossero eccellenti, le “cure” naturali del presidente Mbeki iniziarono ad avere i loro pessimi risultati. Più di 300.000 persone morirono in pochi anni, quando precedentemente si riusciva a contenere i decessi. Furono anni di sofferenza. La comunità mondiale cercò inutilmente di convincere il presidente sudafricano a cambiare idea ma lui fu fermissimo, testardamente determinato.
Fu il suo successore che, il primo giorno di presidenza, annunciò di voler abbandonare le idee di Mbeki ed iniziare un nuovo corso, affidando ad un gruppo di scienziati le decisioni sulla salute e puntando sull’aggiornamento dei medici, riuscì in pochi anni a riportare i numeri nella normalità.
Ecco il male che fanno le bufale. Non sono solo scocciature, non sono notizie per arrabbiarsi, quelle sulla salute sono morti, dolore, sofferenze. La cosa che sorprende è che in Italia abbiamo le leggi per fermare ciarlatani, guaritori e diffusori di terrore medico, solo che ancora non abbiamo capito che si dovrebbero applicare perché questa è gente pericolosa, non solo per il singolo ma anche per la collettività.
Se anche noi in Italia avessimo un giorno un governo complottista, dei governanti che si lasciano guidare dall’ignoranza, rischiamo di trovarci i cartomanti in ospedale, l’omeopatia dalla guardia medica. Rischiamo la vita. Non a caso le più diffuse false cure in Italia (per esempio il siero Bonifacio, il cocktail Di Bella, il metodo Stamina) hanno trovato terreno fertile quando i media o singole persone hanno sparso sfiducia o sospetto sulle istituzioni, altrimenti sarebbe bastata una parola di una istituzione medica per porre fine alle illusioni di chi voleva lucrare sulla salute delle persone.

Una cosa simile è successa più recentemente in Venezuela. Il paese in crisi ed un governo probabilmente incapace di fronteggiarla, hanno comportato tagli alle spese pubbliche severissimi. Tra le cose che sono saltate, tante sono di salute pubblica. Dal livello dei ricoveri ospedalieri al costo delle medicine e delle visite, per arrivare ai vaccini. Alcune vaccinazioni sono state modificate o addirittura sospese, tra queste quella per la difterite. Forte del fatto che da anni (da più di venti) non si verificavano casi di difterite, il ministero della salute venezuelano ha eliminato la vaccinazione gratuita, chi vuole farla la paga (ed in un momento di crisi la fanno in pochi, si compra il pane, poi si pensa alla salute). Qualche associazione benefica ha provato a coprire il vuoto sociale lasciato da questa decisione ma ovviamente non si è raggiunta la copertura vaccinale adeguata (bambini più piccoli di un anno vaccinati nel 68% della popolazione da gennaio a settembre 2017, una percentuale molto bassa). Altrettanto ovviamente sono iniziati a comparire i primi casi di difterite (dopo decenni, come detto) con decine di bambini morti. Un dramma assurdo.
Il governo, invece di riconoscere le colpe ed affrontare l’emergenza, si è chiuso a riccio, ha chiamato alcuni medici “dissidenti” (quelli che da noi chiameremmo “antivaccinisti”) per tranquillizzare la popolazione e consigliare intrugli di piante e rimedi popolari ma la difterite ha continuato a fare vittime.

A quel punto il governo ha dovuto fronteggiare le proteste e le richieste di chiarimento e cosa ha fatto? La scelta più facile ma la peggiore.
Ha usato le teorie di complotto.

La difterite sarebbe una malattia diffusa dalla CIA (agenzia di spionaggio statunitense), non c’è nessun allarme e persino i morti sarebbero un dato falso diffuso dai medici in combutta con i governi nemici.
Anche chi vuole farsi vaccinare non ci riesce, mancano le dosi e nonostante le proteste il governo ha anche rifiutato aiuti esterni e di nazioni amiche. Una situazione da incubo.

Oggi siamo a 511 casi di malattia (avete capito bene, 511 casi di difterite!) e non si vede nessuna buona notizia all’orizzonte.
La difterite, malattia grave e che provoca molte sofferenze e morte, sta colpendo così molte regioni sudamericane. Direi che in un’epoca di spostamenti facili questa non è una bella notizia neanche per le nazioni più lontane. In linea di massima non c’è un alto rischio che questa malattia arrivi da noi ma particolare attenzione deve farla chi viaggia e chi intende recarsi in quelle nazioni.

Queste cose non devono far riflettere solo chi si preoccupa della salute pubblica ma anche le istituzioni. Non possiamo permettere che ciarlatani, imbroglioni e furbetti diffondano false notizie sulla salute, dovremmo riuscire a non vedere più comuni o istituzioni che incoraggiano o addirittura danno patrocini a convegni ed incontri di antivaccinisti o guaritori, spesso in nome di una assurda e ridicola “parità di opinioni” e chi sparge notizie allarmanti senza attendibilità dovrebbe rispondere delle proprie azioni. Dovremmo finirla di chiudere un occhio sui ciarlatani perché, se non subito, un giorno verrà presentato il conto ed uno di quei ciarlatani potrebbe sedere nei banchi di chi decide o qualcuno potrebbe fargli decidere del nostro futuro.
Le false notizie, gli imbrogli sulla salute, non sono “sciocchezze”, non vanno trattate con sufficienza, sono pericolose.
Io lo dico da dieci anni, il mio dovere l’ho fatto.

Alla prossima.

VaxLegend: come si infila un feto in un vaccino? Con un articolo di giornale.

VaxLegend: come si infila un feto in un vaccino? Con un articolo di giornale.

La propaganda antivaccinista esiste da sempre, da quando sono nati i vaccini.
La sua origine è ovviamente l’ignoranza, non percepire non solo l’importanza delle vaccinazioni ma anche il loro meccanismo, non si capiscono i motivi per cui sono considerati sicuri ed efficaci perché sono medicine che si assumono in assenza di malattia, per prevenire e tutto ciò che si fa a scopo preventivo è considerato superfluo, per natura ci immaginiamo immuni dai problemi più gravi.
Nel 1900, quando l’ignoranza era un analfabetismo diffuso, le paure erano ovviamente irrazionali. Per esempio si spargeva il terrore dicendo che il vaccino, derivando dalle vacche (era stata questa la prima forma, grezza, di vaccinazione), avrebbe causato malattie simili a quelle degli animali nei vaccinati, oppure avrebbe addirittura creato dei mostri, metà uomini e metà  mucche.
Normale per quell’epoca. Se a quei tempi la propaganda antivaccini usava argomenti adatti alla popolazione analfabeta, oggi ne usa altri adatti alla popolazione generale, fondamentalmente analfabeta scientificamente ma che ha accesso ai media (internet, televisione) molto facilmente.
Propaganda antivaccini: dopo la vaccinazione antivaiolo dal corpo escono mucche. La propaganda punta a creare ribrezzo, con qualsiasi mezzo, nei confronti del “nemico”, in questo caso i vaccini.
Oggi si punta ad altro, l’ignoranza esiste ancora ma spesso è dovuta all’incapacità nel distinguere le buone notizie dalle bufale o deriva dall’eccesso di informazioni: abbiamo tante di quelle notizie da confonderci e non sapere più chi ascoltare. Non si può più dire che nascono le mucche sulla pelle ma possiamo dire che i vaccini conterrebbero qualsiasi cosa, meglio se qualcosa che faccia effetto, basta dare con leggerezza false informazioni ed il gioco è fatto.
E sui vaccini di falsa informazione ce n’è tanta. Fortunatamente, dopo un iniziale caos, i media stanno iniziando (almeno quelli più seri) a prendere provvedimenti, a non dare più voce a ciarlatani o imbonitori a fare parlare solo le persone competenti ma ogni tanto qualcuno ci ricasca.
Come qualche giorno fa il quotidiano “La Verità”.
Quante volte avete letto la bufala “feti abortiti nei vaccini” o “nei vaccini ci sono cellule di feti abortiti”? Bene. Capisco che chi non è del campo potrebbe non capire cosa si nasconda in questa “terribile rivelazione” ma posso provare a spiegarlo.
In questo caso si tratta di una bufala che usa sapientemente delle tecniche di propaganda: crea ribrezzo per suscitare paure e confusione.
Feti abortiti per fabbricare vaccini, donne usate come galline ovaiole“, è questo il titolo del quotidiano nel quale è apparsa una lunga intervista poi richiamata in prima pagina, l’intervistato è il titolare (noto antivaccinista) di un laboratorio analisi privato, presentato invece come “scienziato famoso in tutto il mondo” che dice di voler salvare l’umanità con queste sue rivelazioni. Il problema è che, per salvarla, chiede soldi, anche con toni piuttosto drammatici.
I toni drammatici sono usati anche nell’intervista e la giornalista, senza fare una piega come se fosse una cosa normale, riporta la notizia dei “feti abortiti” per fare i vaccini.
Ovviamente per le risposte catastrofiche del presunto scienziato famoso in tutto il mondo non c’è nessuna spiegazione o un contraddittorio, si lancia la bufala e buona notte, l’informazione ormai si fa così.
In realtà questo articolo potrebbe essere una risposta per chi si chiede come mai i quotidiani non vendano più, perché c’è una crisi della carta stampata, eccone un motivo: i giornali si comprano per informarsi, se ospitano pagine di fantamedicina e disinformazione, perché spendere soldi? Di pagine di false notizie è pieno internet, che è gratis.
Perché comprare quindi un foglio di carta che non serve a nulla?
Cioè, se un giornale intitolasse un’intervista “corpi umani per produrre il sangue per le trasfusioni” o “organi espiantati quando il cuore ancora batte per fare trapianti” o “pus nel latte”, non starebbe dicendo una bugia ma nemmeno farebbe un servizio al cittadino, forse un servizio ad un’ideologia, questo sì. A cosa servono quindi cose (e titoli) del genere?
I “feti per produrre i vaccini” è dunque un esempio di cattiva informazione, di malafede e manipolazione della realtà ai fini ideologici.
Chi lavora nel campo della ricerca, infatti, si starà facendo sicuramente una risata, lo so benissimo non preoccupatevi, perché l’uso di linee cellulari umane è uno standard (da decenni ormai) di qualsiasi laboratorio di ricerca ma avverto che sarà una risata amara perché lo scienziato dello scoop dei feti fa invece capire chiaramente che questo “uso di feti abortiti” sarebbe uno scoop, praticamente un crimine e ci sarebbe qualcosa di immorale o proibito. Lui ha visto addirittura le fatture! Tutte cretinate che, chi non è del campo, potrebbe non capire.
Se dicessi “attenzione, DNA umano nelle trasfusioni di sangue!” o “usano corpi umani per preparare il sangue delle trasfusioni” non starei dicendo bugie ma starei tentando di creare paura, ribrezzo e se poi dicessi che questi derivati di corpi umani sono usati abitualmente persino negli ospedali italiani creerei un clima di sospetto che, riflettendoci, è però piuttosto stupido. Nel sangue che usiamo per le trasfusioni c’è (ovviamente) una bella quantità di cellule umane (i globuli rossi!) e di DNA (che è nelle cellule, in tutte).
Ovviamente sono usati corpi umani (e di chi allora, i donatori sono umanissimi…) e chi avrebbe il coraggio di dire che le trasfusioni sarebbero per questo dannose? Nessuno, passerebbe per ignorante (o in malafede). Eppure c’è chi da tempo va in giro a dire che nei vaccini ci sarebbero “feti abortiti” o che “si usano feti abortiti per fare i vaccini”. E glielo fanno dire pure in prima pagina.
Come leggete questa notizia? Paura? Schifo?
No, state tranquilli, chi lo dice vi sta semplicemente prendendo per stupidi.
Ora vi “traduco” questa terribile notizia e vedrete come tutto diventa ridicolo e mostra che tecniche (viscide) di propaganda usa l’antivaccinismo.
I virus (per chi non lo sapesse) non sono cellule normali, non sono come i batteri, per “vivere” e riprodursi devono entrare (proprio entrare, dentro) una cellula vivente. Per questo sono pericolosissimi, riproducendosi distruggono le cellule che li hanno ospitati. Chi deve studiare o produrre virus a scopi medici deve quindi tenerne conto.
Ovviamente per produrre alcuni vaccini (quelli che usano virus attenuati, per esempio) o per studiare i virus, abbiamo bisogno di averne a disposizione qualcuno, esattamente come quando studiamo i batteri (se non ne abbiamo come li studiamo)? O come quando si studia un organo umano, dobbiamo procurarcelo.
Come si fa allora a “coltivare” virus? Si usano delle cellule viventi (esattamente come per studiare i tumori). In queste cellule viventi (che possono essere di cavia o di uomo) si coltivano i virus che poi si useranno per studio o per farmaci. Per produrre i vaccini a virus attenuati (per esempio quello per la rosolia) si useranno quindi dei virus coltivati in cellule umane. Lo stesso per studiare i virus o per fare diagnosi, per capire quale virus (o sospetto) ha causato una malattia, eccetera.
Fin qui ci siamo?
Ecco.
Da questo momento in poi le cellule umane non si usano più. Si prendono i virus ed il resto è un procedimento farmaceutico che porterà alla produzione del farmaco. Ovviamente non si usano cellule a caso”, ogni azienda o laboratorio compra da altri laboratori specializzati le cellule di coltura. Questi laboratori hanno milioni di cellule che derivano da alcune (poche) fonti, in particolare da due (che hanno delle sigle): la WI-38 e la MRC-5. La prima deriva da un feto abortito volontariamente (a scopo terapeutico) a 12 settimane (3 mesi) nel 1962 e la seconda da uno abortito a 14 nel 1966. Queste cellule, donate dalle madri per la ricerca e la medicina, sono state fatte riprodurre e quindi distribuite nei decenni a tutti i laboratori e le aziende del mondo. Le cellule usate oggi non sono ormai nemmeno quelle originali di cinquanta anni fa ma le loro “discendenti“. Per la ricerca questo è un dato assolutamente normale e conosciuto ed anche per qualsiasi laboratorio diagnostico di alto livello.
La stessa identica cosa succede nello studio dei tumori, per il quale si usano moltissimo le cellule di una donna morta per tumore del collo dell’utero, Henrietta Lacks e proprio dalle sue iniziali (HE-LA) queste cellule prendono il loro nome. Nel caso dei vaccini quindi non si tratta di “feti abortiti” usati per la produzione ma di cellule discendenti da altre cellule di feto abortito e donato alla ricerca. Forse questo fa assumere alla cosa un altro significato e fa capire il livello di serietà di chi ha detto certe cose.
Queste cellule sono acquistabili da tutti (anche on line!) per dire quanto sia “segreta” questa procedura, l’intervistato ha visto le fatture ma noi siamo più fortunati, potendo acquistare on line anche se non facciamo parte dei servizi segreti.
Battute a parte, in che tipo di cellule vuoi coltivare virus umani? Come puoi ottenere cellule da destinare alla ricerca? Non certo dal nulla e allora si usano quelle derivate da un unico tipo di cellule tanti anni fa. Se si ha qualcosa in contrario basta rinunciare praticamente a tutta la medicina moderna. Se ci aggiungiamo anche che per esercitarsi un chirurgo spesso deve usare cadaveri (che impressione, vero?) potremmo fare un altro scoop in prima pagina.
Nulla di segreto o di proibito, niente di schifoso o preoccupante, che ve ne pare?
Si tratta di ordinaria scienza, medicina, normale produzione farmaceutica. È quello che si fa e si è sempre fatto per studiare le cure per le malattie, produrre farmaci e fare ricerca che è poi lo scopo per cui, quelle donne, hanno donato le cellule dei propri figli, l’importanza di queste cellule è descritta anche dagli studiosi che ne hanno parlato nelle loro ricerche che sottolineano come, la sicurezza e le caratteristiche di queste linee cellulari, abbiano rappresentato un enorme passo avanti della scienza e per la salute. Chi ne parla come qualcosa di strano quindi o è ignorante o in malafede.

L’intervistato aggiunge altri particolari scabrosi che aumentano la tensione del suo romanzo giallo, per esempio l’FBI che indagherebbe sui fatti.
Storia complicata. In realtà questo è uno scontro politico avvenuto negli Stati Uniti: un’associazione di pianificazione famigliare (Planned Parenthood), spesso al centro di scontri e denunce di gruppi antiabortisti o ultracattolici, è stata accusata da gruppi antiaborto ( dopo un report fatto con uso di telecamere nascoste ed infiltrati) di ricevere denaro in cambio di forniture di tessuti fetali da destinare alla ricerca. Le indagini (sono quasi 500 pagine) del congresso americano sono finite con lo scagionamento da tutti i reati dell’associazione e delle aziende chiamate a risponderne e comunque l’associazione ha annunciato di rinunciare da quel momento in poi a pagamenti in cambio di tessuti. Sulle “donne ovaiole” stendo un velo pietoso, come definizione di chi ha scelto (dolorosamente, com’è comprensibile) di interrompere una gravidanza è davvero di cattivo gusto.
Ma evidentemente queste notizie non sono importanti e tutto si è concentrato sui feti contenuti nei vaccini, su una notizia-non notizia, stupida, data male e manipolata peggio per la quale la giornalista ha assunto una posizione assolutamente acritica se non complice. Un articolo pieno di baggianate. Ma questo è un esempio di informazione in Italia e, come dicevo all’inizio, può essere un esempio di uno dei motivi per cui la stampa italiana ormai sia considerata poco attendibile.
Vi ho spiegato (spero bene) quello che succede e le ragioni della bufala, ora voi, con queste notizie, avete qualche idea in più. Non vado oltre, giudicate voi l’attendibilità e la serietà di chi dice queste cose, giudicate voi se un giornale che pubblica queste cose sia serio.
E giudicate voi se l’antivaccinismo sia morale o meno, soprattutto alla luce del fatto che, per salvare il mondo, non si chiedono soldi alla gente.
La Verità, è questa e forse fa capire tutto molto più facilmente.
Alla prossima.
I furbetti dell'antivaccinismo.

I furbetti dell’antivaccinismo.

Ne ho accennato varie volte ma non ho mai approfondito il tema. Qualcuno, quando parlo di interessi economici dietro il presunto “dissenso ai vaccini” si chiede che interesse economico dovrebbe esserci nei genitori che rifiutano di vaccinare i propri figli. L’argomento è complicato perché io stesso ne sono venuto a conoscenza solo dopo anni di “frequentazione” e di studio di certi ambienti. Bisogna specificare che la maggioranza dei genitori che decidono di non vaccinare i propri figli è in buonafede. È cioè mossa da motivi positivi, dall’amore che prova per i figli e dall’istinto di protezione che hanno tutti i genitori ma è un istinto riposto male, che segue false notizie e che quindi può ottenere l’effetto contrario di quello desiderato. Per l’ansia (perché è un sentimento molto vicino all’ansia) di proteggere i propri figli si fa la scelta meno protettiva.

Alcuni genitori sono realmente e letteralmente terrorizzati dall’idea di una vaccinazione, la vedono come un’esperienza terribile, come un incubo. Come mai?
Fare un vaccino non è più pericoloso del fare un antibiotico o un farmaco qualsiasi (anzi, forse è molto meno rischioso perché si fa una volta e lo si è fatto su milioni di persone da decenni). C’è qualcosa quindi che terrorizza questi genitori. Una di queste cose è la cattiva informazione.
Questi genitori sono stati ricoperti e sepolti da cattiva informazione che proviene quasi totalmente da antivaccinisti professionisti, persone che, direttamente o indirettamente, dall’attivismo “contro i vaccini” guadagnano (quasi sempre soldi), ne hanno fatto un mestiere. Ciò che hanno letto lo hanno trovato quasi esclusivamente su internet e su libri antivaccinisti, si tratta praticamente di totale spazzatura, falsa informazione.

Quei genitori sono stati convinti che, per proteggere i loro figli, debbano rinunciare a vaccinarli, l’esatto opposto della realtà. Quale logica direbbe che per proteggere un figlio lo si debba lasciare esposto alle (tante) malattie infettive? Quale ragionamento “normale” concluderebbe che sia molto meglio rischiare una malattia come la difterite, il morbillo o la poliomielite invece di fare una puntura che fondamentalmente ha un rischio di effetto collaterale bassissimo?
È evidente, oltre che emergere dai dati scientifici ma anche dall’esperienza ormai secolare, che i vaccini non espongano a particolari effetti collaterali e che, quando questi esistano, sono fortunatamente rarissimi. Si vaccinano milioni di persone nel mondo, da decenni, con qualsiasi situazione clinica e non si hanno evidenze di danni particolari, anzi, abbiamo l’evidenza della rarità ormai acquisita di certe gravi malattie. Persino malattie quasi sempre benigne (varicella, parotite ed altre) possono complicarsi gravemente ed in ogni caso sono fonte di dolore, sofferenza, fastidio: quale genitore normalmente desidera il dolore del proprio figlio? Evidentemente la parola “vaccino” deve procurare un terrore maggiore, inspiegabile.
Da dove esce fuori quindi questo terrore dei vaccini da parte di alcuni genitori?

Dalla propaganda antivaccinista.

I movimenti antivaccino, infatti, usano molto la propaganda ed il fondamentalismo e questi sono argomenti molto convincenti. Insinuare il dubbio, esaltare le ansie, diffondere falsi allarmi, sono armi tipiche della propaganda che l’attivismo antivax usa a piene mani.
Se dicessi che nei vaccini fossero contenuti pezzi di metallo, ovviamente, susciterei paura. Se sostenessi che per fare i vaccini si usano feti abortiti, susciterei ribrezzo. Questi argomenti (fasulli) sono usati a piene mani e sono argomenti che, apparentemente folli, sono invece considerati credibili (uno dei cardini della propaganda è quello di ripetere continuamente una bugia tante volte da farla diventare credibile). Così come la pressione psicologica, il tentativo di formare gruppi chiusi per concentrare gli sforzi e le iniziative.

L’antivaccinismo professionista è abbastanza banale, è un movimento che esiste da quando esistono i vaccini ma ovviamente solo negli ultimi anni ha punti simili all’ecoterrorismo. Si tenta di condizionare la politica (per esempio bombardando i politici di mail ed appelli), si organizzano manifestazioni, raccolte firme, minacce, violenze, intimidazioni, si tenta la trasformazione di un tema sanitario ben chiaro (la capacità dei vaccini di ridurre le malattie) in tema politico e per questo si rafforza lo spirito di gruppo. Sono usati temi “epici” (frasi come “vinciamo noi”, “il nostro movimento“, “siamo una famiglia”), proprio per creare il gruppo, un mutuo sostegno. Si arriva persino a gesti estremi.

L’antivaccinista professionista non termina il suo lavoro solo nel combattere le campagne di vaccinazione ma anche dopo. La posizione che ha raggiunto all’interno di questi gruppi servirà per il suo mantenimento. Così medici, avvocati o semplici cittadini, sfruttano i seguaci acquisiti per vendere un prodotto. Quel complotto che avrà bisogno di protezione, sia essa legale, medica (con false cure) o sociale (con le “scuole novax” per esempio). Per sfuggire al complotto mondiale dei vaccini bisogna, per forza, rifugiarsi nei rimedi offerti dagli antivaccinisti.

Ad esempio le pseudocure.
Esiste un percorso tipico per gli sfortunati genitori che entrano nel tunnel dell’antivaccinismo professionista. Il figlio ha una malattia (spesso appartenente allo spettro autistico ma non solo) e nel corso di ricerche su internet o discussioni con altri genitori con problemi simili, vengono a conoscenza di un “professore” o di un “medico” eccezionale che curerebbe proprio questo tipo di malattie. Ovviamente vanno a sentire la sua opinione (molto costosa) che arriverà dopo una serie di numerosi esami molto complicati che non hanno riscontri in medicina, tra questi esami ci sarà anche un test per “intossicazione da metalli” (inutile e che non diagnostica praticamente niente) che “ovviamente” noterà proprio un’intossicazione e che altrettanto “ovviamente” deriverà dalle vaccinazioni.
Da quegli esami (senza che ve ne sia ragione), il “professore” diagnosticherà un danno da vaccino (tipicamente “encefalopatia post-vaccinale“, entità che non esiste in medicina).
Ed ecco che inizia la trafila di acquisti: integratori, diete, omeopatia, prodotti chelanti, controlli, esami (che ovviamente si dovranno fare dove consiglia il “professore” perché solo lì sono bravi), di nuovo integratori.
Con l’avvertimento che si tratterà di una cura “molto lunga”. Questo non scoraggerà certo in genitori. Nel frattempo il “professore” consiglierà di rivolgersi ad una associazione che ha degli avvocati che potranno aiutare la famiglia. Ed ecco che iniziano ricorsi, carte e documenti per chiedere un indennizzo per quel “danno da vaccino” che nessuno si aspettava.

Passa il tempo e gli anni ed i continui acquisti, intervallati da altrettanto costosi controlli del “professore” non cambieranno nulla nel problema del bambino, ormai quasi ragazzo, i soldi spesi saranno tantissimi e lo stesso dal punto di vista legale, soldi buttati (ho ricevuto testimonianze di persone che hanno perso la casa per i debiti contratti con i falsi esperti dell’autismo). Però il ragazzo, essendo cresciuto, andando a scuola e frequentando altri servizi, probabilmente sarà lievemente migliorato in alcuni aspetti, maturato in altri, raggiunto un minimo di socializzazione. E secondo voi, di chi sarà il merito di tutto questo?
Non aggiungo la risposta perché la sapete. E funziona sempre così.

La storia ha un finale triste.
Il ragazzo ormai grande non avrà ottenuto nulla se non il completo impoverimento dei suoi genitori che ormai avranno radicato la convinzione di essere abbandonati dallo stato e di dovere tutta la loro salvezza al “professore” che, assieme agli altri “guru” sono stati gli unici ad interessarsi e capire i problemi del loro ragazzo. Spesso tentano di giustificare il loro comportamento parlando di miglioramenti eclatanti che però, in tutta evidenza, non sono presenti.
Per ogni minimo tentennamento, dubbio, perplessità, ci pensa il gruppo “no vax”: nessun dubbio, il bambino era un danneggiato da vaccino e la cura miracolosa (nella lista si troveranno estratti di aglio, prezzemolo, melatonina e cose simili) ha fatto indubbiamente il suo lavoro. Come si fa ad abbandonare questo “tunnel”? È praticamente impossibile.

Ecco come si entra e si vive all’interno della setta “no vax” che, come avrete capito, non ha nessun interesse medico o sociale ma ne ha ben altri e certo non a favore delle famiglie o dei ragazzi con problemi.

Esistono fondamentalmente tre categorie di persone che hanno scelto di vivere di antivaccinismo: medici, avvocati, guru.

Nella quasi totalità dei casi i medici che si dichiarano (o che si mostrano) contro i vaccini sono “medici alternativi” (omeopati, agopuntori, osteopati e simili). Chi si occupa di medicine complementari è quasi sempre un medico che non ha trovato altri sbocchi lavorativi ed accontenta una piccola fetta di mercato, quella che è attirata dall'”olistico”, dall'”alternativo” ed ha continuamente bisogno di nuovi clienti.
Per questo si inventa “cure” per l’autismo, metodi per risolvere malattie di tutti i tipi (ovviamente tutte causate secondo lui dai vaccini) e crea un piccolo mercato molto fiorente.
La situazione italiana è diversa da quella di altri paesi nei quali, ad esempio, le associazioni di omeopati si sono sempre schierate a favore dei vaccini (mentre i singoli spesso no), da noi, ufficialmente, le società di omeopatia si sono sempre poste in maniera critica e pseudoscientifica.
Essere contro i vaccini segue la stessa logica, essere “alternativi” al sistema, mostrarsi “contro” ogni regola ed ogni norma scientifica. Una buona percentuale di questi medici è anche impreparata e nelle loro affermazioni traspare una vera e propria incompetenza (non sono rari quelli che prendono notizie, ritenendole attendibili, da siti di false news o di pseudomedicina). Ovviamente queste pseudocure non hanno nessuna utilità ed anzi possono avere alcuni rischi.
È il caso, per esempio, della chelazione o della somministrazione di ormoni o cortisonici. Non sono casi singoli quelli di bambini o ragazzi morti in seguito a queste inutili prescrizioni.
C’è traccia anche di accordi tra medici e farmacie per procurare i prodotti prescritti. Da qualche mese, finalmente, gli ordini professionali hanno iniziato a fare rispettare la deontologia: chi si basa sulla stregoneria per fare medicina è fuori, farà lo stregone.

Più o meno simile il ruolo degli avvocati antivaccino.

In Italia sono pochi e ben conosciuti. Sono in genere avvocati poco noti che provano a raccogliere adesioni di gruppi per guadagnare nella massa (le cause per richiesta di indennizzo sono lunghe, complicate e spesso non portano a nulla). Si dichiarano “esperti di danni da vaccino“, si occupano prevalentemente di cause per presunti danni da vaccino e creano a volte associazioni che sono in realtà paravento della loro attività. Sono contattati o contattano direttamente famiglie con bambini o ragazzi con malattie di vario tipo e propongono di iniziare una causa contro il ministero o contro le USL per collegare la malattia alla vaccinazione e quindi ottenere una somma di denaro. Ovviamente promettono grandi guadagni (che si rivelano quasi sempre illusioni) alle famiglie che, stroncate dalle difficoltà e spesso dalle stesse cure proposte dai medici ciarlatani, vedono quel denaro come un sostegno per le loro spese e dichiarano di non percepire nessuna parcella. Ufficialmente, è chiaro.
Ultimamente la situazione è molto più complicata da quando si è notato che il fenomeno fosse diventato dilagante, l’iter per ottenere questi indennizzi infatti è oggi un po’ più difficile.

Esistono infine una serie di personaggi che gravitano nel mondo dell’antivaccinismo. Alcuni genitori che ormai sono affaristi e che usano le malattie dei figli per guadagnare denaro, persone chiaramente disturbate che si autoeleggono a capo di associazioni o gruppi antivaccino e qualche “guru”.
I genitori antivaccino per professione hanno semplicemente abbracciato la moda del momento. Probabilmente prima erano “genitori pro omeopatia” o “pro-Stamina” o avevano creato associazioni di vario tipo con un solo scopo: raccogliere denaro.
Ufficialmente per i bisogni dei propri figli (realmente malati), in pratica per i propri.

I guru antivaccino in Italia si possono contare sulle dita di una mano, questa figura è molto più rappresentata nei paesi anglosassoni dove, se un medico o un professionista si mostra contro ogni conoscenza scientifica diffondendo sciocchezze o falsità mediche, è espulso velocemente dagli ordini professionali. Da noi i guru sono fondamentalmente giornalisti, responsabili di siti web, politici ed attivisti che si auto nominano a capo di qualche movimento, così come si auto nomina “grande scienziato” qualche personaggio in cerca di fama. Assumono il ruolo di “guide” del movimento perché attivi, creano spesso eventi, video, trasmissioni, incontri sull’argomento, si dichiarano apertamente “contro le vaccinazioni” o più velatamente per “la libertà di scelta”, si dipingono come “dalla parte dei cittadini” o “dalla parte dei deboli” per recitare il ruolo dell’altruista disinteressato, cercano di rifiutare l’appellativo di antivaccinista ma solo per mostrarsi neutri ed equilibrati, cosa che però non emerge da quanto scrivono e dicono.
Hanno al contrario tutto l’interesse nel creare e mantenere un “movimento” ed un folto seguito perché questo rappresenta anche il loro pubblico, senza il quale non avrebbero alcun seguito, sgomitano quindi per diventare “protagonisti“. Il loro interesse economico è sostanzialmente questo.
Non hanno in genere nessuna preparazione specifica, infatti usano tecniche pubblicitarie e tentano di dipingersi come “contro il sistema” o “controinformazione” quando in realtà usano le stesse e le solite banali notizie (quasi sempre bufale) già ampiamente conosciute nell’ambiente.

Attenzione. Il fenomeno antivaccini non è nato oggi e non è un fenomeno legato a internet, è sempre esistito e le sue armi sono sempre le stesse: spargere ansia, paura, diffidenza. Parlerò dei metodi della propaganda antivaccini in un altro articolo.

Propaganda antivaccinista ad inizio 1900.

Il panorama è quindi abbastanza chiaro e potrà confermarlo chi entra in questo ambiente quando noterà che i convegni sono tenuti sempre dalle stesse persone, le cause di risarcimento vedono sempre gli stessi periti ed avvocati, persino ciò che si trova in internet o in libreria avrà come protagonisti sempre gli stessi nomi.
Poi c’è “la massa“. L’insieme di persone, spesso di bassa istruzione, a volte semplicemente stupide (sì, esistono gli stupidi), che basandosi su ciò che trovano su internet e facendo ragionamenti semplici e lineari, giungono a conclusioni (ovviamente sbagliate) eclatanti, pensando al vaccino come ad un veleno diffuso dai poteri forti, come fosse un’invenzione nata ieri e venduta nei supermercati. Questi sono i soggetti ingestibili, visto che non sanno sostenere una discussione e non capiscono i fondamenti della statistica ma nemmeno della logica.

Tutti questi personaggi, al netto di chi proprio agisce per stupidità, hanno un obiettivo preciso: i soldi.
Nessun interesse scientifico ovviamente (di scienza nell’antivaccinismo ce n’è poca) ma solo quello economico che per questo richiede partecipazione, una dose di aggressività (per tenere fuori i “curiosi”) e proselitismo.
Una mamma (che conosco personalmente) mi ha scritto chiedendo di raccontare cosa le è successo in proposito. Ovviamente mantengo l’anonimato:
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Sono alcuni anni che mi tormenta il dubbio se sia utile o meno raccontare come si entra in contatto coi medici che “consigliano cautela” con le vaccinazioni e poi però ti offrono la cura per disintossicare i tuoi figli, per “togliergli i vaccini dal sangue”.
Questi, dopo aver espresso di non essere contrari alle vaccinazioni, diagnosticano un danno da vaccino a tuo figlio. Vivo il tormento per diversi motivi: primo perché ho la certezza che la loro esistenza è resa possibile solo come riflesso secondario e deformazione del pensiero critico alla base dell’analisi scientifica e secondo perché la scelta di raccontarla mantenendo l’anonimato potrebbe essere un’arma di ulteriore sbeffeggiamento data in mano a chi ama giocare con la salute dei più indifesi.
Premetto che personalmente ritengo che possano permettersi di correre un rischio così serio con tanto ardire, soltanto perché la maggior parte delle persone, fortunatamente e al di là del false balance reso possibile da una cattiva comunicazione, continua ad avere un comportamento responsabile garantendo ancora la salute di tutti, anche di quelli che verranno poi raggirati. Dopo aver riflettuto ho pensato che però andava raccontato, anche se verrà messo in dubbio e accusato di essere una falsità, anche se raccoglierà gli insulti più beceri perché i soldi e la serenità delle famiglie meritano rispetto, perché anche i medici e i ricercatori che lavorano con professionalità e con spirito di abnegazione meritano rispetto e perché i bambini malati hanno diritto alle migliori cure e ad essere protetti e accettati.
Come purtroppo capita a molte persone è capitato anche a noi di dover correre in un pronto soccorso pediatrico per sentirsi dire che le convulsioni che hanno colpito tuo figlio sono conseguenza di una grave malattia e che tuo figlio verrà ricoverato per un tempo indefinito e senza alcuna garanzia che le cose torneranno mai a posto…insomma abbiamo incontrato la sofferenza, quella più terribile, quella che non colpisce te direttamente, ma peggio, tuo figlio.
Come ogni genitore del mondo l’unico sentimento che ti attraversa, anzi che ti travolge, è la disperazione e alla disperazione si accompagna quell’umanissimo desiderio di dare senso alla propria disgrazia…in quegli stessi giorni può capitare di conoscere altri genitori, parenti di bambini ricoverati che in quel preciso e identico momento attraversano anche loro il difficile cammino della malattia: a noi è successo, ed è successo anche che quei parenti li conoscessi da molto tempo. Non sto a raccontare i dettagli delle malattie che sono capitate in sorte a mio figlio o al figlio dei miei conoscenti ma adesso arriva il momento in cui entri in contatto con chi, senza sconsigliare i vaccini, accusa velatamente, ma non tanto, essi stessi di di aver fatto ammalare tuo figlio, senza neanche conoscerlo…
I miei cari vennero contattati dai parenti di quest’altro piccolo paziente perché, in buona fede assoluta, volevano metterci al riparo dai medici “malfattori” di quell’ospedale. Raccontarono perché, non fidandosi dei medici che avevano incontrato in pronto soccorso e che, per inciso, avevano in cura anche mio figlio, erano infine giunti ad un luminare che li aveva portati a conoscenza del losco e infame mondo della medicina malata e che traeva beneficio dall’ingannare genitori disperati; i medici ospedalieri avevano garantito loro che il piccolo bambino non fosse vittima di una reazione a vaccini ma i genitori non erano persuasi e non capivano perché non fosse possibile fare una diagnosi certa per loro figlio che solo poche settimane prima aveva ricevuto i vaccini, così rovistando nelle pieghe lasciate aperte dalla medicina ufficiale, arrivarono ad un medico controcorrente, uno che avrebbe detto loro la verità.
Il luminare in questione, dopo visita privata, diagnosticò una “encefalopatia post- vaccino” e una volta “tolti i metalli pesanti dal sangue del bimbo e seguito una dieta disintossicante” guarì incredibilmente il piccolo paziente, lui aveva indiscutibilmente la verità dalla sua e gli altri erano le menzogna…beh…mi direte, ognuno fa ciò che vuole: vero.
Ciò che trovo invece da condannare è ciò che è avvenuto in seguito: questi parenti, comprensibilmente sollevati e messi a conoscenza delle losche congiure dei medici e della casta delle case farmaceutiche, sono plausibilmente convinti di avere in mano la cura e la risposta per tutti i mali che colpiscono i bambini e così sono venuti a cercare me, prima cercando contatti coi miei parenti per metterli a conoscenza dei fatti loro accaduti e poi cercando direttamente me, ancora ricoverata con mio figlio in ospedale in condizioni critiche, cercando di indurmi a pensare che forse anche il mio caso potesse essere riconducibile ad un danno da vaccini. A nulla valevano i pareri medici e le nostre obiezioni, ormai, agli occhi di questi parenti, i medici erano solo marmaglia e noi meritavamo la stessa occasione data al loro bambino…fino a farsi trovare nel parcheggio dell’ ospedale accompagnati da un avvocato che “se ne intende” e che se avessi voluto, mi avrebbe incontrata anche subito…eravamo disperati, ma non stupidi!
Quando poi scoprii che questi luminari per la prima visita -privata- costano quasi 500 euro e che il protocollo da seguire è lungo e fitto di visite, sempre private, pur consolandoti con le più lusinghiere delle parole per le orecchie di genitori impauriti, e che i medici che hai incontrato – in ospedale – hanno fatto il doppio turno il giorno di Natale per non allontanarsi dai loro pazienti in fin di vita non chiedendoti nulla in cambio e che anzi si siedono lì accanto a te tenendoti in silenzio la mano, capisci che non puoi essere vittima oltre che della sfortuna anche del trucco più vecchio del mondo…no, non ci si può far raggirare da chi manda avanti avvocati a tutelare non i tuoi, ma i propri interessi e quelli di studi privati con prezzi da capogiro anche perché, quando la sfortuna si accanisce con la gente con pochi mezzi, far leva sulla disperazione per togliere anche le ultime risorse a chi già non ne ha per me merita solo un aggettivo…e non è gentile; eravamo disperati, non stupidi.
E rifiutammo.
Mio figlio ora sta bene ed il resto non ha importanza.

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Ringrazio questa mamma per la sua testimonianza. Noterete come, nel suo caso, siano stati proprio i parenti di un altro bambino malato a “consigliare” il “luminare” che ha la cura per i danni da vaccino.
Fortunatamente la nostra mamma si è rifiutata ma probabilmente questo è dovuto ad una buona dose di razionalità, forza d’animo e tentativo di ragionamento. Non va sempre così.

Sono però le cose che reputo più importanti e fondamentali in questo campo. Il dolore, la disperazione, spesso la rassegnazione, sono le cose che rendono più debole e facilmente raggirabile una persona. Se si tratta della salute dei figli questo diventa ancora più valido. Non è facile spiegare e fare capire che non esiste nessun “luminare” con la cura di presunti danni da vaccino (che sono quasi sempre inventati!) ma non è facile neanche riportare alla ragione un genitore in preda al panico.

Per questo chiedo uno sforzo a tutti i genitori che stanno subendo o hanno subito una cosa del genere.
Ragionate, pensate e ripensate, fatelo per i vostri figli, non vendeteli agli avvoltoi. La salute e la dignità di vostro figlio non meritano di essere messe nelle mani di un ciarlatano che ingrassa con i vostri soldi. Dovete sapere anche che è possibile segnalare all’ordine dei medici (se medico) ed anche denunciare, chi vi ha rubato soldi e speranze.
Fatelo.
Ragionate.

Alla prossima.

VaxLegend: I vaccini? Inutili, le malattie stavano già scomparendo.

VaxLegend: I vaccini? Inutili, le malattie stavano già scomparendo.

Chissà quante volte avrete sentito ripetere questa leggenda usata dagli antivaccinisti. Le malattie sarebbero scomparse (o già tendevano a scomparire) prima dell’avvento delle vaccinazioni e quindi non sono i vaccini ad aver eliminato o limitato le tante malattie infettive che affliggevano l’umanità.
È una vecchia credenza che circola proprio nei gruppi antivaccino da sempre e, nei secoli, è arrivata fino a noi. Questo valeva nell’ottocento, l’avvento di fogne ed acqua corrente ha cambiato radicalmente la vita (e la salute) delle persone. Ma è assolutamente evidente come fu proprio l’avvento dei vaccini a cambiare definitivamente la salute di tutti noi. Prima di essi le malattie infettive erano diffusissime e così le morti per causa loro. Basta guardare i grafici, proprio così. Gli stessi che vi fanno vedere quelli che sostengono questa bufala.
Solo che bisogna anche saperli leggere (e non guardare quelli manipolati). Due cose che forse chiariscono il dubbio. Le “condizioni igieniche” diverse possono essere quelle tra i giorni nostri e l’ottocento o il periodo prima della seconda guerra mondiale ma non si può parlare di condizioni igieniche differenti confrontando i dati di oggi con quelli degli anni ’70 o ’60, quando erano chiaramente molto simili. Non solo fogne ed acqua corrente ma già nel dopoguerra esistevano medicine, antibiotici, sistemi di sorveglianza e strade pulite, farmaci e nettezza urbana. Inoltre, proprio guardando i grafici della storia delle epidemie, si vedrà che non si è assistito ad una diminuzione di casi “graduale”, ma netta, improvvisa. Se migliorano le condizioni igieniche in maniera tale da cambiare la storia di una malattia infettiva, ovviamente, questo cambiamento sarà graduale (non è che dall’oggi al domani tutta la popolazione sarà fornita di acqua corrente o si costruiscono fogne per tutta la nazione, questi sono progressi che durano decenni), al contrario, proprio perché sono iniziate le campagne di vaccinazione il calo dei casi di malattia è drastico, improvviso. Basterebbe inoltre notare che la diminuzione delle malattie non è stata contemporanea. Alcune sono diminuite negli anni ’50 (come la polio), altre negli anni ’60 (morbillo) e prima ancora, come nel caso della difterite, il crollo dei casi si è avuto attorno agli anni ’30. Condizioni igieniche e fogne non compaiono ogni 20 anni e nemmeno a convenienza di chi vuole manipolare i dati.
Proviamo a vedere qualche esempio pratico.
Il morbillo in Inghilterra e Galles, come in tutta Europa aveva un’incidenza molto alta. Come quasi tutte le malattie infettive si assiste ad un andamento “ciclico”, si infettano molte persone che quindi svilupperanno gli anticorpi. Per qualche tempo, quindi, il virus si presenta con un’incidenza minore (larga parte della popolazione è stata già infettata), con il tempo che passa si formano nuovi gruppi di persone da infettare (i nuovi nati per esempio) e così scoppia un’altra epidemia. Si vede benissimo nel grafico sotto. Ma succede qualcosa. È introdotta la vaccinazione antimorbillo. I casi diminuiscono fino a diventare pochi e, a prescindere da nuovi nati o nuovi gruppi da infettare, le epidemie non avvengono più. Questa è l’immunità di gregge, anche i più piccoli per essere vaccinati o quelli che non possono esserlo per altri motivi, non avranno la malattia perché attorno a loro sono quasi tutti protetti.
Fenomeno simile negli Stati Uniti:
Una nazione che protegge gran parte della popolazione, indirettamente protegge tutti, anche chi non può vaccinarsi. Un esempio “grafico” interessante è quello che successe in Germania. Ricorderete che la Germania era divisa in due parti, una ad est (appartenente al cosiddetto “blocco sovietico”) ed una ad ovest (più “europea”). La poliomielite era una delle piaghe più terribili del mondo. Con l’avvento dei vaccini, la Germania est introdusse la vaccinazione di massa nel 1960, quella ovest nel 1962 e successe questo:
I casi di poliomielite crollarono esattamente con l’introduzione rispettiva del vaccino. Due anni prima in Germania Est perché, due anni prima, fu introdotta la vaccinazione. Sarebbe davvero una strana ed improbabile coincidenza quella che vedrebbe le “condizioni igieniche” cambiare esattamente al momento di introduzione del vaccino, in un momento diverso nei due territori confinanti ed improvvisamente avrebbero fatto praticamente sparire la malattia.
Se questo non convince non so cosa dire. Lo stesso accadde in Italia. Qui posso farvi vedere un trucco usato dagli antivaccinisti per stupire. Faccio un’affermazione: i casi di poliomielite stavano diminuendo già prima dell’introduzione dei vaccini, come mostra questo grafico:
Guardate cosa vi ho fatto credere… I casi di polio in Italia erano effettivamente in diminuzione già prima dell’avvento dei vaccini. Condizioni igieniche? Non si sa ma il dato è evidente. Molto meno evidente se però vediamo tutto il grafico, non solo quello che ho voluto farvi vedere per condizionare le vostre opinioni. Ecco il grafico storico:
In Italia, già nel 1956 si iniziò a vaccinare per la poliomielite (con il vaccino Salk), nel 1966 la vaccinazione divenne obbligatoria. Come vedete, è vero che nell’ultima parte del grafico (quello che trovate in molti siti antivaccino) si vedrà una diminuzione ma è un trucco. Dopo ogni picco c’è una diminuzione (per i motivi che ho spiegato prima, è epidemiologia pura) e già negli anni precedenti l’introduzione dell’obbligo si era assistito ad una diminuzione proprio grazie al nuovo vaccino. Se si guarda prima dell’introduzione dei vaccini si noterà che sempre, anche senza picco epidemico, i casi erano tantissimi, anche nelle fasi di “diminuzione”. Parliamo degli anni ’60 (l’epoca della mia nascita), quando le condizioni igieniche della nostra nazione erano assolutamente paragonabili a quelle di oggi, quando è inventato il primo computer e l’uomo è andato sulla Luna (ops…non mi dite che…)
Un altro trucco usato per manipolare la realtà usa sempre dei grafici. Come questo (dal libro “Dissolving illusions”, dati USA):
Mortalità per morbillo.
Ecco, è evidente, il morbillo stava già scomparendo prima dell’introduzione del vaccino (segnata nel disegno con una freccia). Che quindi sarebbe inutile.
Se non fosse che quel grafico riporta la mortalità da morbillo (decessi ogni 100.000 casi). Il grafico ci dice che, progressivamente, negli anni muoiono meno persone, non che ci sono meno casi ed ovviamente non sono considerati i casi di complicanze (anche gravi, come le encefaliti o la PESS) che non comportano sempre morte ma gravissimi danni. L’introduzione del vaccino ha cambiato anche la mortalità, probabilmente diminuita anche grazie alle condizioni igieniche migliori, alle cure, possiamo vederlo anche in Italia, dove nel 1971 avvennero 435, nel 1981 105, nel 2011 solo 4 (quest’anno siamo a 3). Ha sicuramente inciso l’igiene ma nel 1971 e nel 1981 le condizioni igieniche delle città erano praticamente identiche a quelle di oggi.
Se il morbillo causa una morte su 2000 casi, questo succederà indipendentemente dal vaccino. Il vaccino infatti non è una cura, non “salva dalla morte” ma evita i casi (alcuni dei quali possono morire). Se infatti controlliamo il grafico dell’incidenza del morbillo, scopriremo qualcosa di interessante:
Incidenza del morbillo (USA).
L’incidenza della malattia crolla drasticamente dopo la comparsa del vaccino anti morbillo. È più o meno la stessa cosa che succede oggi. Quando vedete grafici di questo tipo in siti antivaccino controllate, nella quasi totalità dei casi sarà riportata la mortalità (quante persone muoiono per quella malattia) da malattia, non l’incidenza (quanti casi ci sono nella popolazione).

Incidenza di morbillo in Gran Bretagna

Il nostro interesse è quindi quello di vedere se vaccinare riduce i casi di malattia perché questo comporterà, oltre ad una minore incidenza del numero di malati, anche una minore incidenza di complicazioni (ricordiamo che la morte è la complicazione estrema). Un esempio, quello che nel mondo è successo con la pertosse.

Pertosse (intero pianeta): incidenza (colonne azzurre), tasso di vaccinazione (linea rossa)
Nei picchi di morbillo che abbiamo visto in questi mesi (in Italia, ad esempio), molti tra i contagiati erano adulti (o giovani adulti), pochi i bambini. Perché, visto che le condizioni igieniche sono simili per tutti? Perché gli adulti sono meno vaccinati dei bambini, il vaccino antimorbillo è stato introdotto (in Italia), negli anni ’80 per diventare diffuso poco dopo il 1990.
Le cose vi tornano meglio? Un ultimo indizio. L’ultima grande epidemia di morbillo avvenuta in Italia, è avvenuta nel 2002. In quel caso, con migliaia (circa 40.000) casi di malattia, ci furono anche 6 morti. Sei bambini morti. Non so quanti di voi vivessero nel 2002 senza fogne o acqua corrente ma se anche questo non bastasse a convincere che le condizioni igieniche non c’entrano nulla (anzi, c’entrano poco) non so cosa fare.
L’efficacia dei vaccini è stata ovviamente determinata per tutti quelli esistenti ma bisogna riflettere sul fatto che non è ovviamente possibile capirlo prima (non si possono infettare volontariamente le persone per testare il vaccino) ma solo dopo che questi sono usati. Un esempio sul campo è quello dell’epatite B. In nazioni dove la malattia era endemica (Taiwan, ad esempio), la vaccinazione estesa, ha fatto passare i casi dal 9,8%  di bambini HBsAg positivi nel 1984 (inizio della vaccinazione della popolazione) allo 0,7% del 1999.

La leggenda delle malattie che stavano scomparendo già prima delle vaccinazioni è quindi una pericolosa illusione, diffusa da chi vuole sminuire il ruolo di questi importanti farmaci e conta sulla superficialità di giudizio di chi legge.
A metà degli anni ’70 in Giappone si sospese la vaccinazione antipertosse (per allarme sui presunti effetti collaterali, ingiustificato), i casi passarono da 393 e nessun decesso nel 1974 a 13.000 e 41 decessi nel 1979. Tra il 1974 ed il ’79, vi sarebbe stato un peggioramento improvviso dell’igiene o, molto più semplicemente, mancava il vaccino?

Casi simili sono stati frequenti nella nostra storia, come per la difterite in Russia che, in una fase di calo improvviso di vaccinazioni, tra il 1992 ed il 1995 causò 125.000 casi e 4.000 morti (sì, quattromila).

Conclusioni.


Vaccinare è un’opportunità eccezionale. Esistono delle malattie infettive, alcune contagiose, alcune molto gravi e persino letali. Con una puntura, somministrata a milioni di persone nel mondo, da decenni, possiamo proteggerci. Quello che abbiamo fatto, d’altronde, da quando è stata scoperta la possibilità di vaccinarci, usare uno scudo contro malattie infettive, spesso solo fastidiose, a volte molto pesanti, rare volte mortali. L’importante è saperlo e non pensare che i virus o i batteri ci evitino per simpatia. Lo sapevano i nostri genitori, perché non hanno avuto la nostra stessa fortuna: i morti li vedevano con i loro occhi. Ecco cosa succedeva in Australia nel 1960:
La fila per vaccinare i bambini per la poliomielite. Perché la fila? Semplicemente perché è ovvio, logico, istintivo, proteggere chi vogliamo più bene dalle malattie. Un istinto che può essere messo in crisi da chi diffonde paure, ansie e psicosi che non hanno motivo di esistere. Veri terroristi.

Queste persone, fingendo di parlare per interesse dei nostri figli, in realtà parlano per interesse personale. Non si chiede ai genitori di fare chissà cosa ma di fare la cosa più normale che esista: proteggere i figli.

Niente di più.

Alla prossima.

VaxLegend: Troppi vaccini? In confronto la vita è un inferno.

VaxLegend: Troppi vaccini? In confronto la vita è un inferno.

Questo post era nato per essere pubblicato su Facebook.
Nella pagina del blog pubblico spesso notizie veloci e piccoli post. Poi ho notato che l’argomento non è così semplice e, nonostante abbia cercato di abbreviare, l’articolo si è trasformato in un post che per i “tempi” di Facebook è troppo lungo e quindi lo metto qui. Avrei potuto eliminarlo ma credo che si tratti di un argomento che interessa tanti. Ho poi pensato che una “serie” di post riguardanti le leggende sui vaccini possano interessare a tanti. In parte alcune leggende le ho già trattate (e raccolte in un unico post con i rispettivi link per comodità) altre, anche più recenti, no. Mi sembra una buona idea, non trovate?
Così questa serie si chiamerà “VaxLegend”.
Uno degli argomenti più gettonati da chi non conosce i vaccini è il “sovraccarico del sistema immunitario“.
Chi non è preparato nell’argomento crede che i pochissimi antigeni contenuti in un vaccino possano essere “troppi” per un neonato. Questo significa non solo non conoscere l’immunologia ma nemmeno alcuni concetti di base, proviamo a capirli.
Ciò che causa la reazione immunitaria del nostro organismo si chiama “antìgene” (con l’accento sulla i). L’antigene è qualsiasi sostanza che, entrando in contatto con il nostro organismo, suscita una reazione del sistema immunitario.

Un batterio contiene antigeni, così come un virus, un alimento o una bevanda, tutto ciò che entra a contatto con il nostro organismo contiene “antigeni”, un morso di zanzara è un’iniezione di antigeni. Noi non li vediamo ma siamo letteralmente invasi da milioni di antigeni, in qualsiasi nostra azione. Ovviamente questo accade anche quando prendiamo un farmaco o un vaccino, contengono antigeni ma, nel caso dei vaccini gli antigeni li scegliamo con attenzione, proprio perché saranno questi a preparare il corpo alla reazione immunitaria che ci difenderà dalle malattie.
Un esempio veloce: se un vaccino è pensato per proteggerci dal virus dell’influenza, conterrà un pezzo, una proteina del virus così quando sarà iniettato il corpo produrrà gli anticorpi per quel “pezzo” di virus (senza che però la malattia possa causare danni). Se il virus colpirà quell’organismo lo troverà già pronto, pieno di anticorpi che così distruggeranno il virus difendendo l’essere umano dalla malattia. Con questo meccanismo i vaccini ci difendono da tante patologie, dal tetano alla difterite, dal morbillo alla poliomielite ed altre.
Ma il nostro corpo si “stressa” a contatto con gli antigeni dei vaccini? No. Il corpo è preparato per “reagire” agli antigeni, se non lo fosse moriremmo pochi minuti dopo la nascita. Questo perché subito dopo la nascita il neonato è invaso da decine di migliaia di antigeni. Si riempie l’intestino, le vie respiratorie, le orecchie, la congiuntiva, la cute. Il solo contatto con la pelle materna è fonte di batteri e funghi e, quasi tutti, hanno un effetto addirittura positivo, nel nostro corpo abbiamo più di 1000 specie di batteri ed ogni specie è formata da migliaia di tipi diversi di batteri, a questi si aggiungono i funghi (pensate alla candida, frequentissima nei bambini), i virus e tutto il resto che verrà a contatto con il bambino. Il batterio più rappresentato è lo Stafilococco epidermidis ma anche Klebsiella e citrobatteri.
Pensate a ciò che succede quando il bambino sta per nascere, passa dal canale vaginale, un ambiente pieno di batteri, proprio ciò che non si può chiamare “ambiente sterile”, un nascituro con un sistema immunitario debole avrebbe vita difficile già prima di nascere!

Colonie di Stafilococco epidermidis.

Durante la vita fetale, per questo, alcuni anticorpi della mamma attraversano la placenta ed arrivano al feto e lo stesso succede dopo la nascita, attraverso il latte, questo protegge lievemente il neonato dalle infezioni ma, oltre alla breve durata della protezione, già dopo poco tempo il numero di anticorpi inizia a diminuire, diventando insufficienti per proteggere da eventuali malattie. A quel punto è l’organismo del lattante che dovrà pensarci da solo.
Già durante la vita fetale il nascituro svilupperà il suo sistema immunitario, dalla 14ma settimana di gestazione si assiste alla formazione del sistema che lo proteggerà in futuro e già da neonato e poi da lattante, il bambino svilupperà un sistema immunitario simile a quello dell’adulto ma gradualmente. Avrà così modo di continuare la sua lotta con le migliaia di agenti infettivi che incontrerà nella sua strada, anche nella vita di tutti i giorni. Dovrà fronteggiare altri neonati che possono avere dei batteri, adulti che toccano, starnutiscono, baciano.

Un semplice bacio, che trasferisce migliaia di batteri, espone il corpo a centinaia di antigeni. Il corpo produce anticorpi che li rendono “amici” e non pericolosi ma questa “invasione” è continua, migliaia di antigeni, per tutta la vita, questo è sopportato benissimo dal nostro corpo che in più deve fronteggiare anche le malattie: una tonsillite (causata da un batterio, lo Streptococco), espone il bambino ad una cinquantina circa di antigeni. Sono i nostri anticorpi che, quasi sempre, la sconfiggono. I “nemici” poco aggressivi, quindi, non causeranno problemi particolari, quelli più aggressivi potranno causare lievi disturbi (febbre, malessere, stanchezza…), quelli particolarmente cattivi causeranno problemi più gravi (infezioni, febbre altissima, convulsioni, difficoltà respiratorie, fino alla morte).
Per questo sappiamo che esistono alcune malattie infettive meno gravi ed altre più gravi e la differenza la fa proprio il sistema immunitario.
Quando il nostro sistema immunitario non è pronto il corpo si trova impreparato e quindi fronteggia troppo tardi (e male) le eventuali infezioni.

A cosa serve allora il vaccino?

Un vaccino contiene pochissimi antigeni ed oggi, grazie al progresso, ne contiene ancora di meno, sono farmaci prodotti con tecniche sofisticate che purificano il contenuto delle fiale. Per esempio, l’esavalente (una iniezione, protezione da sei malattie) contiene 23 antigeni. Per un paragone, solo il vaccino antipertosse del 1960, ne conteneva più di 3000. Bisogna poi ricordare che i vaccini sono fatti solo nell’infanzia (una o poche volte) gli antigeni continuano ad essere prodotti per tutta la vita e sono dovunque, a milioni perché rispondono a tutto ciò che invade il nostro organismo. Con un interessante calcolo, il pediatra statunitense Paul Offit (in uno studio, al paragrafo: “Do vaccines “overhelm” the immune system?”) ha stimato che un bambino possa sopportare senza reazioni particolari, 10.000 vaccini in un’unica somministrazione, questo per mostrare come, vaccinare sia assolutamente sicuro.
Senza vaccini il sistema immunitario del bambino fronteggia tranquillamente (in condizioni di buona salute) i principali antigeni, arriva a fronteggiare bene anche molti batteri e virus patogeni, risponde con violenza (ecco perché la comparsa di febbre) all’attacco di un agente infettivo ma a volte, questo batterio o virus, può essere molto potente o produrre delle tossine. A questo il corpo del bambino può non saper reagire. Se ben nutrito e sano la reazione ci sarà, spesso valida a volte insufficiente, altre volte il batterio o virus può invadere parti del corpo con poche difese (per esempio le meningi) e quindi creare danni molto importanti. Ecco perché molte malattie infettive possono uccidere o lasciare esiti a vita, ecco perché nelle epoche passate, con scarsa qualità di vita ed assenza di vaccini, la morte dei bambini per malattia infettiva era una piaga estesa e quasi accettata. Le famiglie decimate dalle malattie erano praticamente la norma. Ma oggi abbiamo il vaccino e questa è un’ottima opportunità per proteggerci.

Il sistema immunitario dei bambini regge benissimo i vaccini, è fatto per reagire, è il suo scopo, basti pensare che se si fanno 11 vaccini il corpo userebbe lo 0,1% del suo sistema immunitario ma se incontra un virus o un batterio patogeno (che causa malattia) non basterà ed è in questi casi che il sistema immunitario ha bisogno di essere pronto, vaccinare il bambino serve a questo: prepararlo. Questo è ovviamente un modo per “rinforzare” l’immunità del bambino. Ciò è dimostrato anche dal fatto che i bambini vaccinati non hanno più malattie dei non vaccinati, anzi sembra proprio sia il contrario, i vaccinati stanno meglio. Alcuni studiosi hanno analizzato due gruppi di bambini. Uno vaccinato durante il terzo mese, uno dopo il terzo mese. Non solo i due gruppi avevano l’esatto numero di malattie dopo le vaccinazioni (quindi vaccinarsi un po’ prima non “indebolisce” il bambino) ma il gruppo vaccinato dopo presentava un lieve aumento delle malattie infettive tipiche dell’infanzia. Uno studio danese del 2005 mostrava come vaccinazioni multiple non aumentassero il numero di ricoveri per infezioni rispetto alla norma. Queste conclusioni sono comuni a moltissimi studi sul tema.

In parole povere il neonato è già pronto per vivere ma non è pronto per le malattie. Per questo è pronto a sopportare aggressioni numerose e violente ma non una che sia grave, come nel caso delle malattie. Probabilmente saprete che i nostri avi vedevano moltissimi bambini morire (le famiglie con 5-8 figli morti di malattia infettiva erano la norma) e questo succedeva proprio per il fenomeno che ho spiegato: il bambino era pronto alla vita ma non alle malattie.

Per questo è importante vaccinare i bambini piccoli, una pertosse in un adulto è molto antipatica ma raramente pericolosa, in un neonato è drammatica e molto rischiosa. E per questo vaccinare non espone a particolari rischi ma protegge da pericoli importanti.

Ma è vero che l’immunità da malattia è più lunga e duratura di quella procurata dal vaccino?
Quasi sempre sì, i vaccini (alcuni) possono dare un’immunità non prolungata o che ha bisogno di richiami (un modo per “risvegliare” l’immunità) ma li preferiamo alla malattia per un motivo ovvio: la malattia è sofferenza, dolore, rischio ed ha una possibilità di complicanze enormemente più grande di quelle (rarissime) dei vaccini.
Preferire il morbillo “naturale” al vaccino antimorbillo significa esporre il bambino ad una malattia che può causare dalla congiuntivite all’encefalite, fino alla morte o, se va bene, giorni di sofferenza. Questo per evitare un vaccino che ha pochissimi effetti collaterali. I nostri avi preferivano che i bambini si contagiassero tra di loro per avere la malattia semplicemente perché non c’erano vaccini e quindi preferivano un bambino (non un neonato, in genere bambini in età scolastica) malato da piccolo che un adulto che non poteva lavorare o, per alcune malattie, poteva avere problemi di infertilità.
C’è un’altra notizia curiosa.
Ovviamente, come per i vaccini, anche le malattie contribuiscono a formare gli anticorpi (per questo se si contrae una malattia, ad esempio il morbillo, poi si è protetti per tutta la vita, si è immuni, perché si sono prodotti gli anticorpi), il problema è che alcune malattie, per le loro caratteristiche e per la “potenza” del virus (o batterio) che le causa, possono distruggere letteralmente il sistema immunitario. È quello che succede, ad esempio, con il morbillo che, distruggendo molti anticorpi, quasi “cancella” la loro funzione protettiva lasciando l’organismo indebolito per anni dopo la scomparsa della malattia.
Vaccinarsi quindi, non solo protegge dalla malattia ma rinforza il sistema immunitario. Alcuni test in vitro (in provetta) sembravano mostrare una diminuzione di breve durata della risposta del sistema immunitario dopo vaccinazione ma questi risultati, oltre a non essere stati confermati pienamente, sono poi smentiti, come abbiamo visto, dalla clinica.
La leggenda dei vaccini che sovraccaricano il sistema immunitario è quindi una vera e propria bugia, è proprio il contrario, un corpo con pochi anticorpi è debole e suscettibile di infezioni e malattie, un organismo con molti anticorpi è invece robusto e pronto a fronteggiare anche le malattie più rare. Sostenere che i vaccini sovraccarichino il sistema immunitario (o siano “troppi”) è, dal punto di vista scientifico, una sciocchezza.
Batteri e funghi contenuti in una banconota da 5 pounds
Alla prossima.
Bibliografia:
1) Paul A. Offit, Jessica Quarles, et al. Addressing Parents’ Concerns: Do Multiple Vaccines Overwhelm or Weaken the Infant’s Immune System? Pediatrics Jan 2002, VOLUME 109/ISSUE 1

2) Fadel S1, Sarzotti M. Cellular immune responses in neonates. Int Rev Immunol. 2000;19(2-3):173-93.

Bad Medicine: come inventarsi tutto pur di andare contro i vaccini.

Bad Medicine: come inventarsi tutto pur di andare contro i vaccini.

Trovo sempre triste quando un medico, che dovrebbe essere il ritratto della preparazione, aggiornamento, della precisione ed umanità, si abbassa a bugie e diffusione di notizie false.
La comparsa di medici che escono completamente fuori da ogni ragionamento scientifico è (secondo me) il risultato di anni di lassismo, di “vivi e lascia vivere” da parte di istituzioni, ordini dei medici ed università. Il falso diritto di libertà in campo scientifico ha consentito il proliferare indisturbato di ogni tipo di pratica pseudoscientifica, di veri e propri fenomeni paranormali (vedi omeopatia), quando non di ciarlatani.
Ora gli ordini dei medici sembrano riprendersi quella dignità persa negli anni ma ancora oggi c’è molto lavoro da fare.
Le bugie in medicina fanno male. La bugia va oltre l’errore che è, per definizione, involontario, casuale. In medicina l’errore può essere tragico, può creare danni irreparabili ma, almeno, non è stato pianificato, progettato. Nel mio ultimo libro ho espresso un pensiero che ribadisco.
La medicina è una pratica molto delicata (ed ognuno può capire perché) che ha molti anelli che compongono una catena. Gli scienziati che cercano le cure, le aziende che le producono, i medici che le prescrivono, i farmacisti che le vendono ed infine il paziente, colui che le usa. Ovviamente il paziente, oltre ad essere l’anello più fragile di questa catena, è quello che può subire maggiormente un errore o una bugia, non solo perché è l’ultimo utilizzatore ma anche perché si presuppone mancanza di errori, bugie e disonestà in tutti gli anelli, più sono questi anelli maggiore la possibilità di problemi.
Negli anni sono state pensate ed applicate tante regole per limitare gli errori (eliminarli del tutto è impossibile), per identificarli, per limitare le disonestà ma, umanamente, è quasi impossibile pretendere un sistema sanitario completamente pulito.
Questo è un peccato ma forse dobbiamo fare i conti con il mondo reale, senza troppe utopie.
È lecito però pretendere che chi fa il mestiere di medico faccia di tutto per lavorare con onestà e competenza.
Per questo, se è ammissibile l’errore è gravissima la bugia.

Quando leggo le affermazioni completamente infondate di un collega non posso fare a meno di pensare ad una sconfitta. Professionale, umana, scientifica. Un medico che diffonde voci false è una sconfitta per tutti.
Ovviamente non possiamo sapere se le falsità siano consapevoli o meno, potrebbero essere frutto di cattiva informazione anche da parte del medico, di poco aggiornamento, di stanchezza, di confusione mentale, non si sa, anche se, alcune di queste affermazioni sono evidentemente delle falsità palesi e, probabilmente, consapevoli.

In questi mesi, durante il dibattito sui vaccini in molti mi hanno scritto per smentire una o l’altra affermazione trovata su internet, a volte le segnalazioni sono state davvero tante e smentirle tutte è impossibile.
Non posso farlo, starei tutto il giorno a scrivere ed io faccio un altro lavoro. Però se qualcosa mi colpisce particolarmente o diventa un caso nazionale il tempo lo perdo volentieri.

Un giorno mi è saltata agli occhi una “lettera”, segnalatami diverse volte da tante persone, mamme preoccupate, amici allibiti, colleghi scandalizzati. Era una dottoressa, italiana che lavora in una clinica privata svizzera, a scriverla: Gabriella Lesmo. La sua era una risposta ad un articolo uscito sul Corriere della Sera che parlava di vaccini, a firma Paolo Mieli. La dottoressa esordisce con una frase che si rivelerà ironica: ” l’articolo dimostra quanto profonda sia la disinformazione“.

Di “lettere” e “comunicati” sui vaccini ne ho letti tanti, spesso pieni di errori (consapevoli o meno non importa), furbizie usate per spaventare e trucchi per suscitare paura, sono abbastanza abituato. Ma leggere una lettera dove è impossibile trovare una riga di verità è davvero imbarazzante.
Prima pensavo ad una delle tante lettere “antivaccini“, sciocche e senza spunti e poi, leggendo, sono restato sempre più colpito dalla normalità e naturalezza con la quale la collega snocciolava una serie di falsità e bugie sulla medicina e sul tema vaccini, mi ha colpito la scioltezza con la quale un dato sbagliato era seguito da un dato falso, bugie su bugie che costruivano un castello fatto per disseminare paura, dubbio, incertezza, una delle tecniche più note della propaganda: spargi falsità, nel tempo che servirà per smentirle avranno già fatto il giro del mondo.

Una naturalezza che, a chi non è del mestiere, potrebbe essere scambiata per conoscenza. Questo è il vero pericolo. Tanto che i commenti all’articolo che riporta la lettera sono (giustamente, la Lesmo è un medico) entusiasti: “complimenti”, “bravissima!”, “continui così”, come se la dottoressa avesse rivelato grandi verità e coraggiosi complotti. Il problema è che la lettera descrive fatti falsi, inventati, errori madornali.

Non scherzo: trovare una notizia vera in tutta la lettera è stata un’impresa, non c’è. Ed invito i colleghi medici a smentirmi perché davvero sono rimasto senza parole.

Perché la collega ha fatto una cosa del genere?
Non lo so. Forse una vendetta nei confronti di chi lei ritiene colpevole dei suoi problemi (la dottoressa dice di avere un figlio danneggiato dai vaccini) oppure realmente una mancanza di conoscenza dei fatti, forse è lei stessa vittima della propaganda antivaccini, non si sa.

Un insieme di bufale come quelle contenute in questa “lettera”, comunque, non è solo deprimente per la professione ma è pericoloso per il pubblico.
Così ho pensato che forse, a qualcuno, sarebbe interessato capire il metodo antivaccinista, la tattica del demolire ogni conoscenza fin qui raggiunta in un attimo, con il venticello della calunnia, distruggere ricerche, sacrifici e risorse con una parola, una frase sussurrata. Ogni parola, ogni fatto raccontato suscitano sospetto e timore, con un solo filo conduttore: è tutto falso.
Per smentire queste calunnie sono due le cose: o conosci l’argomento benissimo o dovresti andare a cercare riscontri per ognuno dei fatti elencati, uno per uno, un lavoro difficile, lungo, tecnico. Io ho un vantaggio: i fatti li conosco benissimo.

Ecco la lettera della dottoressa Lesmo.
Essendo molto lunga non la copierò (chi vuole può leggerla al link indicato) ma riporterò la frase che andrò poi a spiegare. Dovrò per forza di cose essere breve, la lettera è troppo lunga e dovrò scegliere gli errori più evidenti o scriverei un trattato. Procediamo?
1)Il tetano non è una malattia infettiva
Falso.
Il tetano è ovviamente una malattia infettiva e pure molto grave. Una malattia infettiva è qualsiasi patologia causata da un germe (virus, batteri, funghi, in questo caso il batterio Clostridium tetani) che causa infezione all’organismo, cosa che avviene nel tetano.
2) nemmeno [possono verificarsi] epidemie di epatite B, che si trasmette per via parenterale e venerea
Falso.
Oltre al fatto che le due vie di trasmissione possono ovviamente già essere causa di epidemie (se c’è una fonte di contagio e molti ne venissero a contatto si potrebbe scatenare un’epidemia) ed infatti le epidemie avvengono eccome, la dottoressa non dice che la malattia si può contagiare anche per via “parenterale inapparente“, quella più subdola e pericolosa. Questo può succedere quando, la persona con la malattia, infetta un’altra indirettamente tramite l’uso di oggetti (per esempio forbicine, spazzolino, limette) o direttamente (graffi, piccole lesioni della cute o mucose), evento nemmeno così improbabile nei bambini piccoli e spesso sono proprio i contagi “silenti” (non avvertiti) i più pericolosi.

3)la malattia invasiva da Haemophilus B […] è più rappresentata negli over 65 che in età pediatrica.”
Falso.
Sono più a rischio sia le persone anziane che i bambini di età inferiore ai 5 anni. Probabilmente per maggiore suscettibilità del sistema immunitario.
4)Per ciò che riguarda l’efficacia della pratica vaccinale, non è possibile comprovare l’avvenuta immunizzazione dei vaccinati“.
Falso.
Affermazione strumentale, sarebbe come chiedere che venga dimostrata la sicurezza dei paracadute. Esistono i “titoli anticorpali” che dimostrano come sia avvenuta la stimolazione del sistema immunitario. Ovviamente non possiamo infettare apposta un vaccinato per provare sia protetto ma, a rigor di logica, dal punto di vista immunologico e con buona probabilità lo è e questo è confermato dall’evidenza. In presenza di epidemie, infatti, come è successo anche in Italia in questi mesi, la stragrande maggioranza dei contagiati sono i non vaccinati, questo mostra come la vaccinazione dia immunizzazione. Inoltre, nei rari casi in cui questo non avvenisse, è proprio l’immunità di gruppo (gli individui che circondano gli altri sono protetti) ad evitare eventuali infezioni, abbassare il numero dei vaccinati ha anche questo effetto negativo, evita che sia protetto chi non ha ottenuto l’immunizzazione.
5)Oltre a queste [vaccinazioni obbligatorie] vengono promosse e fornite dal SSN: […] e anti-epatite A
Falso.
La vaccinazione per l’epatite A non è prevista dal calendario vaccinale.
6)Secondo le specifiche linee guida del Ministero della Salute, un lattante deve essere vaccinato anche se nato prematuro, di basso peso, epilettico, cerebropatico, HIV positivo, convalescente, “moderatamente” febbrile e persino se ha già avuto una reazione avversa grave ad una vaccinazione.
Falso.
Si tratta di un elenco strumentale di controindicazioni. Un cardiopatico deve essere vaccinato perché per lui la “banale” influenza potrebbe essere letale, perché si stupisce la dottoressa? È pediatria di base.
Al contrario, in caso di reazione allergica, la vaccinazione è controindicata. La prima riga (pag. 9) della guida dell’ISS alle vaccinazioni, indica come prima controindicazione proprio la reazione allergica al vaccino. Non c’è invece nessuna controindicazione alla vaccinazione di individui HIV positivi. Un neonato prematuro è invece caldamente invitato ad essere vaccinato proprio perché (ed una pediatra questo lo dovrebbe sapere) il suo stato lo rende particolarmente suscettibile alle infezioni e su di lui, inoltre, qualsiasi malattia, anche banale, potrebbe avere un esito devastante.
7)è ormai disponibile a livello mondiale una notevole quantità di dati epidemiologici e di studi clinici ed autoptici che indicano che la malattia autistica si realizza nell’organismo infantile nella delicata fase di sviluppo, come effetto di una encefalopatia innescata dalle vaccinazioni
Falso.
Non solo non esistono studi che mostrino un collegamento attendibile tra vaccinazioni (qualsiasi) ed autismo ma quelli disponibili, una grande quantità, escludono questo nesso. Sostenere che ci sia un collegamento dimostrato (o anche solo sospetto) tra vaccinazioni ed autismo è una bugia gravissima. Una menzogna consapevole (o in alternativa una lacuna culturale enorme).
C’è da aggiungere che questa ipotesi nacque grazie ad un falso studio il cui autore (Andrew Wakefield) fu radiato dall’ordine dei medici del suo paese. Una leggenda nata da una frode, propagata fraudolentemente.
8) “[la malattia autistica si realizza con] una encefalopatia innescata dalle vaccinazioni che danneggiano il tessuto nervoso con meccanismo immuno-allergo-tossico
Falso.
Oltre a non esserci un nesso tra vaccinazioni ed autismo, il meccanismo “immuno-allergo-tossico” è letteralmente inventato, non è un’entità medica, è invece un cavallo di battaglia dei ciarlatani in quanto non vi sono riscontri della sua esistenza. L’autismo non è un’encefalopatia ed ha basi genetiche.

9)In tempi recenti i lavori londinesi di Wakefield sono stati riabilitati ed il suo allora primario londinese ha avuto la meglio contro chi lo volle cacciare“.

Falso.
Furba la dottoressa, sta confondendo le acque. Non solo nessuno studio o scienziato ha mai “riabilitato” Wakefield che è (e resta) un esempio mondiale di frode scientifica ed il suo studio resta ritirato perché falso ma il suo primario è stato assolto da ogni accusa perché ha dimostrato di non essere a conoscenza (come invece sembrava in un primo momento) della truffa del suo collega. Il primario di Wakefield, ovviamente, non è Wakefield che resta autore della truffa, perché la Lesmo li “associa”?. Questa assoluzione dimostra casomai quanto grave fu la colpa dell’ex medico scozzese, che nascose la sua truffa persino ai suoi collaboratori (che infatti si “ritirarono” tutti dallo studio). Perché la Lesmo fa finta di non capirlo?
10)ricordo anche che alcuni studi danesi, citati per anni a dimostrazione della inesistente correlazione tra vaccinazioni e insorgenza di autismo si sono rivelati FALSI. Il principale autore degli studi danesi fu il Dr. Paul Thorsen, attualmente latitante, che figura nella lista dei maggiori ricercati dalla FBI, contro cui è stato spiccato mandato di cattura“”.
Falso.
Non c’è nessuno studio danese rivelatosi “falso”, questa è pura fantasia della dott.ssa Lesmo. È vero che Thorsen, scienziato del CDC, è ricercato ma questo non ha nulla a che vedere con gli studi sul nesso vaccino-autismo che non è stato mai smentito. Paul Thorsen è ricercato perché accusato di aver usato fondi di ricerca per fini privati (ha rubato soldi) e non è nemmeno “il principale autore” degli studi, che è invece Madsen. La frase della dott.ssa Lesmo è strumentale e serve a manipolare la realtà. Ancora una bugia consapevole.
11)Lo “scandalo nello scandalo” è emerso altresì dalle dichiarazioni del Deputato americano Bill Posey
Falso.
Le dichiarazioni di Posey (senatore complottista statunitense) si riferiscono alla vicenda del “CDC wistleblower“, ormai nota e chiaramente una bufala montata ad arte dai movimenti antivaccino statunitensi e dallo stesso Andrew Wakefield che tenta di riabilitare la sua figura. Una storia tanto seria ed importante che lo stesso Wakefield l’ha trasformata addirittura in un film con tanto di marketing, tour mondiale, magliette e cappellini. Ne ho parlato qua. Non è uno scandalo, è business.
12)un Ministro della sanità, De Lorenzo, fu condannato per tangenti ricevute in cambio di aver reso obbligatorio il vaccino anti-epatite B
Falso.
L’ex ministro De Lorenzo fu condannato per aver chiesto ad aziende farmaceutiche, di versare soldi nelle casse del proprio partito, in cambio di una revisione dei prezzi di alcuni farmaci. Uno scandalo epocale nel quale però l’obbligatorietà del vaccino non c’entra niente ed è una bugia ripetuta tante di quelle volte che ormai per molti è (falsa) verità. Ma pur ammettendo la corruzione di De Lorenzo, cosa c’entra questo con l’utilità o l’efficacia di un vaccino?
Ho omesso di smentire altre (tante) piccole bugie e trucchi retorici usati dalla dottoressa per mostrare uno scenario apocalittico che non esiste ma piccole o grandi le bugie restano bugie ed in questo scritto la dottoressa ne fa un elenco preoccupante.

La collega, invece di inventare storie e manipolare i fatti dovrebbe puntare all’interesse dal malato e della persona sana che cerca informazioni scientifiche, quello che ha fatto è non solo scorretto ma anche deludente per una persona che ha giurato di agire in scienza e coscienza ma racconta cose false e questo è gravissimo per un medico e mi sconvolge profondamente. Il pessimo servizio che la collega fa con queste informazioni alla collettività è letteralmente vergognoso.

E le persone che hanno pensato alle grandi verità rivelate dalla dottoressa, come si sentono ad essere state prese in giro? Cosa si prova ad essere trattati da idioti ed avere pure ringraziato?
Non deve essere una bella sensazione.

La cosa più interessante è comunque che la dottoressa Lesmo, oltre ad aver inanellato una serie infinita di “inesattezze” (so essere cavaliere, cosa credete?), è una che propone la chelazione (sostanze che legano e fanno eliminare i metalli dall’organismo) come cura per l’autismo, una cura senza alcuna base scientifica (usata oltretutto da ciarlatani di mezzo mondo) ma anche totalmente inutile e che fa correre alcuni rischi, tutto questo nella sua attività in clinica privata.
La Lesmo, inoltre, è un’omeopata, ovvero cura le malattie con pillole di zucchero magico.

Formidabile quindi come la critica ad uno dei più importanti mezzi di sanità pubblica arrivi da chi applica metodi fantasiosi, non scientifici e completamente campati in aria.

Per concludere, mi auguro che la collega, ripassando qualche testo di medicina e rileggendo i libri di pediatria, farmacologia e fisiologia, capisca meglio alcuni passaggi che le sono sfuggiti probabilmente per stanchezza e confusione e così avrà altre occasioni per fare un servizio alle persone che la leggono invece di inventare (chissà per quale scopo) ciò che scrive creando sospetto e confusione che non servono a lei né a nessuno. Tutti sono in tempo (volendolo) per rimediare agli errori, se di errori si tratta.

Perché tutto si può ammettere ma non la consapevole falsificazione dei fatti.

Alla prossima.

Nota: Ringrazio Cristina Sorlini che ha ispirato questo post (aveva risposto sulla sua pagina alle affermazioni iniziali della Lesmo) ed ha dato alcuni utili spunti.
La verità sui vaccini? Prego, sceglietela.

La verità sui vaccini? Prego, sceglietela.

Non è la prima volta che politici in cerca di visibilità ma anche di mostrare la loro assoluta mancanza di minimo buon senso organizzano convegni o eventi anti scientifici o contro la salute dei cittadini. Era successo con Scilipoti che aveva organizzato un convegno che parlava delle teorie dell’ex medico psicopatico Hamer. Poi Bartolomeo Pepe che voleva proiettare il film-bufala antivaccini “Vaxxed” ed ora è il turno di Adriano Zaccagnini. Deputato della camera.

Adriano Zaccagnini ha già manifestato diverse volte la sua appartenenza a movimenti antivaccino, iscritto all’associazione antivaccini Comilva, ha partecipato ad incontri come quello tenuto a Rimini pochi giorni fa.

Dalla sua pagina Facebook si lancia a spada tratta contro le vaccinazioni, parlando di mancanza di farmacovigilanza, di poca sicurezza dei vaccini e di effetti collaterali importanti. Non si capisce bene da dove derivino queste sue conoscenze ma probabilmente sono un classico effetto da “echo chamber“. Frequentando ambienti antivaccino le uniche notizie che riesce a reperire sono le classiche bufale di questi movimenti, sempre le stesse, quelle che descrivono uno scenario devastante fatto di danni diffusissimi, pericoli nascosti e complotti da tutte le parti.
Il problema è che Zaccagnini è un deputato, dovrebbe rappresentare da un lato le istituzioni nei confronti dei cittadini (e quindi lavorare per la loro sicurezza e salute) dall’altra dovrebbe avere un comportamento equilibrato e corretto, cosa che non sembra avere.

L’ultimo evento da lui organizzato, una conferenza stampa, si intitola “Vaccini: l’altra verità“. Non capisco quale verità voglia scoprire Zaccagnini, in ogni caso non credo che ne troverà altre rispetto alle panzane che gli hanno raccontato gli antivaccinisti professionisti, questo perché se li è portati in blocco pure alla Camera.
La conferenza stampa che ha organizzato infatti, vede la presenza di noti rappresentanti dell’antivaccinismo italiano, persone che hanno fatto dei “danni da vaccino” (inventati) una professione, il loro business. L’unico che “mi manca” (e che non mi risulta legato ad ambienti antivaccino, almeno ufficialmente) è Fabrizio Strata. Il resto è musica già sentita.
Vediamo per esempio che c’è la dottoressa Gabriella Lesmo, omeopata, che cura l’autismo (ovviamente causato dai vaccini) con la chelazione, terapia alternativa senza alcun effetto sull’autismo. Oppure un’altra omeopata, la dott.ssa Patrizia Franco, che recentemente si è esposta sostenendo che i vaccini non sono sicuri (chissà che dati personali avrà, visto che questo non emerge dalle nostre conoscenze scientifiche). Poi il dott. Rossi, che vende test per diagnosticare intossicazione da metalli pesanti (senza alcuna validità diagnostica specifica), che potrebbero provenire, ovviamente, dai vaccini e l’avvocato Mastalia, legale che si occupa di indennizzi da danni…da vaccino, colui che disse di essere uno dei più noti esperti di autismo in Italia (è avvocato eh?). Tutte persone che, ovviamente, le loro “verità” le diffondono non su riviste scientifiche o mediche ma su Facebook e You Tube, le nuove fonti del sapere.

Un gruppo eterogeneo dunque e che sicuramente saprà dare all’onorevole Zaccagnini ed alla popolazione interessata, informazioni oneste, corrette, giuste e soprattutto senza alcun interesse personale.

L’onorevole Zaccagnini quindi, da rappresentante degli italiani e delle istituzioni, saprà trovare con questo gruppo di esperti di vaccini (?) l‘altra verità. Quella che vuole lui, ovviamente.
La camera sembra aver chiarito che non si può intervenire sui singoli eventi essendo la sala stampa a disposizione dei deputati che ne fanno richiesta. Si tratta quindi fondamentalmente di una iniziativa personale (e la Camera non ha autorizzato l’uso dei suoi simboli).
Ai genitori, non quelli che si aspettano “l’altra verità” (che non c’è) ma a quelli che desiderano semplicemente informazione corretta, dico solo di riflettere su come, persino personaggi politici, strumentalizzino l’argomento.
Non è bello. E di tutto questo se ne parla con un finale già previsto, lo scontro politico. Perché ho l’impressione che di vaccini o bambini o malattie, non interessi niente a nessuno, neanche a Zaccagnini, che in fondo fa il suo mestiere ma lo fa infarcito di false informazioni e cattiva propaganda, se ne accorgerà? Non credo, basta leggere la sua frase: “Non si puo’ non notare come il mio sia un approccio alla materia ‘intermedio’, ne’ antivaccinista ne’ in favore della coercizione alle vaccinazioni.” che si scontra con chi lo circonderà alla conferenza stampa.
In tutto questo perciò c’è poco da stare allegri si deve comunque sottolineare qualcosa che ritengo molto grave.
Non posso mancare di rimarcare che mentre gli antivaccinisti sono attivi (è in fondo il loro scopo, la propaganda richiede attivismo), organizzano continuamente eventi, occupano le stanze del potere e girano per diffondere le loro panzane, lo stato, le istituzioni, chi ha il dovere di fare qualcosa, sta a guardare. A partire dagli ordini dei medici per finire con gli enti sanitari, il ministero, la giustizia. Silenzio assoluto. Nessuna iniziativa, campagna, presa di posizione. Nessuna sanzione a chi ufficialmente e senza ritegno diffonde bugie ed allarmi infondati.
Tutto è lasciato nelle mani (e nella penna) di chi, solo per buona volontà e per passione (e gratis) si impegna nell’informazione scientifica, passione che potrebbe non durare in eterno. Di fronte al film antivaccini (poi annullato) ed a questi incontri, quanti eventi veramente formativi ed informativi avete visto alla Camera? Quante volte avete visto incontri organizzati dal ministero dalla salute o da singoli deputati per informare correttamente sui vaccini?
Tutto questo è scoraggiante e tutto questo, se qualcuno non fa qualcosa, potrebbe avere conseguenze gravi.

Alla prossima.